<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-1595238804842885648</id><updated>2012-02-16T04:26:49.105-08:00</updated><title type='text'>in viaggio con vasundra</title><subtitle type='html'>A tutti quelli che sono partiti. 
A tutti quelli che non ci hanno ancora provato.</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://inviaggioconvasundra.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1595238804842885648/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inviaggioconvasundra.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>masema</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14847809040800639830</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>44</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1595238804842885648.post-1103374562887038401</id><published>2008-04-19T09:28:00.000-07:00</published><updated>2008-04-19T09:42:13.074-07:00</updated><title type='text'>intervallo</title><content type='html'>Mi fermo, almeno per un pò.&lt;br /&gt;Aspetto che le parole facciano silenzio dentro di me e mi permettano di ascoltarmi.&lt;br /&gt;Quando mi sentirò di nuovo libera dalla loro tirannia potrò riprendere il gioco.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1595238804842885648-1103374562887038401?l=inviaggioconvasundra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inviaggioconvasundra.blogspot.com/feeds/1103374562887038401/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1595238804842885648&amp;postID=1103374562887038401' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1595238804842885648/posts/default/1103374562887038401'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1595238804842885648/posts/default/1103374562887038401'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inviaggioconvasundra.blogspot.com/2008/04/intervallo.html' title='intervallo'/><author><name>masema</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14847809040800639830</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1595238804842885648.post-2746081507664261694</id><published>2008-03-31T11:41:00.000-07:00</published><updated>2008-04-03T07:49:33.719-07:00</updated><title type='text'>c'era una volta</title><content type='html'>Questa proprio ci mancava! Le insaziabili case produttrici di cosmetici hanno deciso di stanare le vecchiette a riposo, ormai rappacificate con le loro guance cadenti e i loro visi maculati, e di ributtarle nell'arena della competizione estetica, solleticandone l'amor proprio con la promessa di una crema miracolosa per il restauro di pelli chiamate eufemisticamente mature. Ora le signore over '70 potranno dimenticare l'alibi dell'età per giustificare e far accettare a se stesse e agli altri le scadenti performances della propria epidermide e si sentiranno chiamate a un altro round nella lotta contro la forza di gravità per conquistare l'eterna giovinezza. Chi non si sentirà preda dei sensi di colpa nel portarsi in giro una faccia più o meno adeguata all'età anagrafica, segnata dal passaggio di esperienze dolorose, dalla stanchezza di giorni sfibrati da lotte e da attese, dall'affanno del tempo? Ricordo che arrivata ai quaranta anni, all'età in cui mia nonna era già vecchia e mia madre si avviava ad esserlo, il mondo dello spettacolo e le pagine dei giornali femminili si misero a scodellare in prima pagina i visi levigati e i corpi da adolescenti delle mie coetanee più o meno famose, e che incominciò così a insinuarsi nell'immaginario collettivo l'idea che si potesse ritardare in modo consistente l'avanzare delle stagioni con i suoi sgradevoli effetti collaterali e che si potesse quindi allargare il tempo del piacere. Sembrava una conquista, un omaggio del generoso progresso alla grazia delle donne e molte di noi abbandonarono in un ripostiglio della memoria le velleità femministe, seppellendo sotto oscuri sensi di colpa, ma con un certo sollievo, il rifiuto di ogni compromesso con le trappole del consumismo edonista. Molte di noi approfittarono sfacciatamente e con allegria di ogni opportunità offerta dal mercato per conservare il proprio corpo in stand by, il più vicino possibile allo standard dei trent'anni, per sostenere il già precario equilibrio dell'impalcatura delle guance e regalarsi quell'aria da lolite intelligenti che sapeva tanto di liberazione e di sfida. Alla prima scadenza decennale però, cioè verso i cinquant'anni, parecchie di noi iniziarono a sentirsi un pò stanche del passaggio obbligato davanti al giudizio di specchi implacabili e a non aver più tanta voglia di esibirsi nel loro splendore sempre più maturo. Il mondo dello spettacolo però, entrato ormai con la grancassa della televisione in tutti gli spazi della vita quotidiana, continuava a scodellarci come modelli da emulare le nostre coetanee sempre più attempate, dall'aspetto sempre più levigato, sempre più luminoso e sempre più irraggiungibile. Lo smantellamento dell'idea che la vecchiaia è un processo naturale e non una iattura da scongiurare a qualunque prezzo era ormai in pieno sviluppo e faceva ormai parte delle certezze angoscianti del nuovo universo femminile. Ciò che prima sembrava, e forse lo era davvero, un gioco piacevole con noi stesse e con la nostra immagine in viaggio nel tempo, una piccola sfida creativa per imparare a gestirci con amore e con allegria, stava incominciando a diventare una sorta di imperativo morale. Una specie di incubo travestito da miracolo della scienza estetica verso la quale sentirsi coatte debitrici. Guance dai contorni non ben definiti e corpi cellulitici potevano arrivare a scatenare crisi di ribrezzo e disapprovazione sociale e allora via con sacrifici e digiuni, via con crisi di rifiuto delle proprie defaillances fisiche e con estenuanti confronti davanti alle vetrine impietose di boutique per anoressiche, per essere all'altezza di un'età da cui il traguardo della vecchiaia sembrava allontanarsi ogni anno di più, fino ad apparire paradossalmente come un miraggio. C'era però,fino a ieri, un'età che almeno per un residuo di pudore e di buonsenso sembrava vivere la sua stagione al riparo dall'obbligo sociale dell'apparire ancora giovani, l'età che un tempo veniva considerata veneranda e poteva perciò godersi il diritto al riposo. Parlo dei settant'anni, più o meno, del momento della saggezza e della riflessione, della consapevolezza e della quiete della mente e del corpo. Ora anche su quella soglia incombe lo spauracchio di uno specchio deformante. La prossima crociata riguarderà le ottantenni e, visti gli sviluppi prodigiosi, non si prevedono limiti al virtuale "c'era una volta la vecchiaia...". Non desidero, sia ben chiaro, un mondo appesantito da anziani passivi e senza amore per se stessi, non desidero un mondo reso triste da persone incapaci di gestire con intelligenza e ironia le diverse tappe della propria vita, desidero però un mondo che non codifichi il concetto di bello secondo i canoni della pubblicità e del mercato, un mondo in cui non si utilizzi la fragilità per soddisfare interessi materiali, un mondo in cui ognuno possa sentirsi a casa anche se non indossa l'abito della festa. Ci stanno provando, su diversi fronti, a burattinizzarci. Dove hanno nascosto l'idea della bellezza interiore? Continuiamo a coltivarla, magari mentre ci massaggiamo il viso con le creme anti-rottamazione, e siccome siamo guerriere scegliamo noi il modo in cui lottare e le armi da usare.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1595238804842885648-2746081507664261694?l=inviaggioconvasundra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inviaggioconvasundra.blogspot.com/feeds/2746081507664261694/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1595238804842885648&amp;postID=2746081507664261694' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1595238804842885648/posts/default/2746081507664261694'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1595238804842885648/posts/default/2746081507664261694'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inviaggioconvasundra.blogspot.com/2008/03/cera-una-volta.html' title='c&apos;era una volta'/><author><name>masema</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14847809040800639830</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1595238804842885648.post-6740329160406032081</id><published>2008-03-28T09:13:00.000-07:00</published><updated>2008-03-28T14:58:50.643-07:00</updated><title type='text'>chiaroscuri</title><content type='html'>Ho attraversato a occhi chiusi pezzi di cielo e strade di sassi senza segnali, ho galleggiato nella pioggia di nuvole attaccate alle stelle e nell'umidità di grotte abitate dai respiri del tempo e sono arrivata fin quì con lo stupore di un naufrago che non sa nuotare e si ritrova a rotolare nella sabbia di un atollo. Guardo il mare che mi ha accompagnato sulla riva e ne sento nella lingua il sale e l'azzurro. Nei rari momenti in cui ho aperto gli occhi me li sono bruciati col vento e con l'oro del sole e ne porto sotto le palpebre il dolore e la nostalgia. Una parte del viaggio è compiuta e ora guardo nell'acqua i brandelli delle mie valigie cariche di parole e di sonno, di battaglie perse e di girotondi intorno al pozzo delle fate. Mi allontano dall'onda. Lascio i rimpianti al largo, non voglio zavorre nel tempo della raccolta, nè facili sorrisi. Ho raccattato per strada i segnali per imparare a capire il silenzio e a non temere la mancanza di attese. Mi poto l'anima e guardo con amore la luce di un giardino d'inverno.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1595238804842885648-6740329160406032081?l=inviaggioconvasundra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inviaggioconvasundra.blogspot.com/feeds/6740329160406032081/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1595238804842885648&amp;postID=6740329160406032081' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1595238804842885648/posts/default/6740329160406032081'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1595238804842885648/posts/default/6740329160406032081'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inviaggioconvasundra.blogspot.com/2008/03/chiaroscuri.html' title='chiaroscuri'/><author><name>masema</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14847809040800639830</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1595238804842885648.post-804180436852253492</id><published>2008-03-12T07:32:00.000-07:00</published><updated>2008-03-13T01:00:27.056-07:00</updated><title type='text'>senza titolo</title><content type='html'>Prima o poi sentiamo tutti nella pelle la fatica di vivere. Può entrare a tradimento nella voglia di ridere, scolorandola coi fili di una nostalgia senza contorni, o aggrappandosi all'affanno di un domani in agguato, o sciogliendosi fra il grigiore di un risveglio senza curiosità. Può arrivare anche col niente, da una terra che non conosci, sospesa nell'assenza. E allora ti guardi attorno e cerchi il tuo campo di battaglia, ma non trovi sotto i piedi il terreno sul quale mantenerti in equilibrio per lottare e sentire che ci sei.  &lt;br /&gt;Prima o poi ci affacciamo tutti alla bocca di baratri senza nome. C'è chi guarda nel vuoto e gira lo sguardo, c'è chi tocca il mistero e sa dove andare, e c'è chi sospende nel nulla i passi delle proprie giornate.&lt;br /&gt;E' a chi sta in bilico fra il fascino del vuoto e la sfida del mistero che voglio dedicare questo post e, naturalmente, a me stessa e alla mia quasi-sana schizofrenia&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1595238804842885648-804180436852253492?l=inviaggioconvasundra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inviaggioconvasundra.blogspot.com/feeds/804180436852253492/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1595238804842885648&amp;postID=804180436852253492' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1595238804842885648/posts/default/804180436852253492'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1595238804842885648/posts/default/804180436852253492'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inviaggioconvasundra.blogspot.com/2008/03/senza-titolo_12.html' title='senza titolo'/><author><name>masema</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14847809040800639830</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1595238804842885648.post-560671428465839976</id><published>2008-03-08T13:42:00.000-08:00</published><updated>2008-03-09T01:08:11.519-08:00</updated><title type='text'>voglia di puzzle</title><content type='html'>Cerco mamme senza retorica della maternità. Cerco mamme disposte a ricordare senza romanticismo i dolori del parto vissuti con poca dignità e ad ammettere senza vergogna che neanche il corpicino cianotico e peloso della loro creatura appena nata è stato in grado di cancellare la lacerazione della carne. Cerco mamme stanche senza aureola, depresse senza sensi di colpa, cariche di sonno e arrabbiate di fronte ai capricci e ai pianti incomprensibili dei loro pargoletti, mamme in fuga da un allattamento reso crudele da ragadi e suture, mamme capaci di abbandonare ogni tanto il sorriso soddisfatto di chi vive in costante adorazione del proprio prodotto confezionato senza difetti, ed è pronto a lottare contro chiunque non ne condivida la meraviglia. Cerco mamme poco eroiche che si rifiutino di dimenticare se stesse e di farsi vampirizzare dalla prole. Cerco mamme lontane da quelle che, in nome dei figli, rinunciano a oltranza e in modo inconsapevole alla propria esistenza, e preparano così l'ingresso in società di bambini e poi adulti arroganti, fragili e infelici, abituati a sentirsi l'ombelico del mondo e impreparati a convivere con chi non può e non vuole considerarli tali. Cerco mamme oneste che non diventino tigri solo per difendere i propri rampolli e calpestare per questo le ragioni degli altri. Cerco mamme coraggiose e cattive che non abbiano sempre voglia di sorridere e di accarezzare e coccolare i propri "tesori", e che ogni tanto abdichino e si chiudano la porta alle spalle, mamme in crisi che non si sentano adeguate al compito di genitrici, che stiano ancora cercando di tirar fuori dalla confusione i pezzetti sparsi di un istinto materno soffocato sotto rabbie e paure, che abbiano sbagliato su tutti i fronti e che non abbiano più tempo per rimediare. Cerco mamme che si vogliano bene e che non pretendano che i figli le contraccambino con la stessa intensità. Cerco mamme felici di vivere lontane dai propri ragazzi che faticano a diventare grandi, e preparate ad accompagnarli nella loro crescita con il distacco. Cerco mamme che non sbandierino la sindrome del nido vuoto come il vessillo di un amore più profondo di quello degli altri, regalando così ai membri della covata eterni sensi di colpa per aver abbandonato la chioccia e il suo bisogno compulsivo di continuare ad allattare. Cerco mamme che la sindrome del nido vuoto non sappiano neppure cosa sia, perchè hanno saputo riempire con il gusto della scoperta e dell'avventura gli spazi della loro vita, che abbiano l'impudicizia di confessarlo pubblicamente e il coraggio di esporsi all'ostracismo sociale. Cerco mamme che non abbiano bisogno della patente di martiri per accettarsi e farsi accettare. Cerco mamme senza certezze e senza gloria, mamme serene, consapevoli della grandezza, della fatica e della magia del loro compito, e amanti della vita nonostante il dolore. Cerco mamme senza bandiere e senza etichette, che nutrano se stesse nutrendo l'amore per gli altri, che aprano le porte delle stanze dei figli per far compagnia alle loro angosce e ai loro deliri  e che riescano a tenerle chiuse per custodirne il mistero. Cerco mamme che sentano nella pelle la voglia di accarezzare, che riescano a fermare il tempo per curare le ferite e gli strappi, che non abbiano dubbi quando si abbandonano al cuore e non ascoltano gli alibi della mente. Cerco mamme imperfette e bellissime nei loro limiti, che abbiano la forza di accettare e mostrare le proprie debolezze e liberino i figli da un confronto castrante. Cerco mamme guerriere, capaci di mettere in fuga i fantasmi del buio dagli occhi dei propri bambini, che ne accolgano senza vergogna i difetti, senza aspettative le scelte e senza competizione i sorpassi e gli insegnamenti. Cerco mamme che sappiano comprendere e superare il passato e che non sentano il bisogno di controllare il futuro. Cerco mamme più grandi dei tabù, delle regole e della paura, che rinascano nei dolori e nelle luci della sala parto e gustino lo stupore e la profondità di un mistero che si rinnova ogni volta grazie al loro esserci col corpo, senza attesa di risposte. Cerco mamme che abbiano conservato la voglia di ridere e che sappiano gattonare, che s'inventino le parole e si addormentino con le ninne nanne. Cerco mamme che non leggano i calendari e riescano a rubare al tempo le carezze mai date, per riprenderle in mano e lasciarle libere di volare. Cerco mamme che si perdonino e che sappiano perdonare, che perdano l'orientamento e si facciano guidare dall'istinto, dal gioco e da una follia consapevole. Cerco mamme che mirino alla luna e si mettano in viaggio. Cerco pezzetti di me per ritrovarmi in un puzzle senza schema, illuminarne l'argento e le ombre, e regalarlo a me stessa e ai miei figli per riconoscerci e permetterci di andare lontano.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1595238804842885648-560671428465839976?l=inviaggioconvasundra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inviaggioconvasundra.blogspot.com/feeds/560671428465839976/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1595238804842885648&amp;postID=560671428465839976' title='12 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1595238804842885648/posts/default/560671428465839976'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1595238804842885648/posts/default/560671428465839976'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inviaggioconvasundra.blogspot.com/2008/03/voglia-di-puzzle.html' title='voglia di puzzle'/><author><name>masema</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14847809040800639830</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>12</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1595238804842885648.post-6525708128532421942</id><published>2008-02-26T12:51:00.000-08:00</published><updated>2008-03-04T05:19:51.194-08:00</updated><title type='text'>Specie in via di estinzione.                                          Dedicato al mio amico Gianni,  soddisfatto estimatore di ogni tipo di ozio</title><content type='html'>Fra la massa che si incatena all'obbligo morale di ritenere il lavoro nobilitante e i pochi che aspirano alle delizie dell'ozio preferisco i secondi. &lt;br /&gt;Fra la massa che si adatta al principio di realtà e i visionari che credono nella magia dei sogni preferisco i secondi. &lt;br /&gt;Ecco perchè amo Lelio Luttazzi e Niky Vendola. Il primo per la splendida naturalezza con cui afferma che non gli piace lavorare e il secondo per la sua ammissione di colpevolezza, in quanto "reo di porto abusivo di sogno".&lt;br /&gt;Aiutiamoci a non farli estinguere e proteggiamo la nostra salute.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1595238804842885648-6525708128532421942?l=inviaggioconvasundra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inviaggioconvasundra.blogspot.com/feeds/6525708128532421942/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1595238804842885648&amp;postID=6525708128532421942' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1595238804842885648/posts/default/6525708128532421942'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1595238804842885648/posts/default/6525708128532421942'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inviaggioconvasundra.blogspot.com/2008/02/specie-in-via-di-estinzione.html' title='Specie in via di estinzione.                                          Dedicato al mio amico Gianni,  soddisfatto estimatore di ogni tipo di ozio'/><author><name>masema</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14847809040800639830</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1595238804842885648.post-2933712012247843160</id><published>2008-02-26T07:54:00.000-08:00</published><updated>2008-02-26T08:01:49.155-08:00</updated><title type='text'>grazie zaira</title><content type='html'>&lt;A HREF='http://2.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R8Q2I6W0emI/AAAAAAAAAwQ/HuymmQIUGCE/s1600-h/IMG_0708.JPG'&gt;&lt;IMG SRC='http://2.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R8Q2I6W0emI/AAAAAAAAAwQ/HuymmQIUGCE/s400/IMG_0708.JPG' border=0 alt='' id='BLOGGER_PHOTO_ID_' style='clear:both;float:left; margin:0px 10px 10px 0;'&gt;&lt;/A&gt;&amp;nbsp;&lt;div style='clear:both; text-align:LEFT'&gt;&lt;a href='http://picasa.google.com/blogger/' target='ext'&gt;&lt;img src='http://photos1.blogger.com/pbp.gif' alt='Posted by Picasa' style='border: 0px none ; padding: 0px; background: transparent none repeat scroll 0% 50%; -moz-background-clip: initial; -moz-background-origin: initial; -moz-background-inline-policy: initial;' align='middle' border='0' /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;"&lt;em&gt;In alto, sugli stagni, sulle valli,&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt; sopra i boschi, oltre i monti, sulle nubi&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt; e sui mari, oltre il sole e oltre l'etere,&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt; al di là dei confini delle sfere&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt; stellate, tu, mio spirito, ti muovi&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt; agilmente...&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Fuggi lontano da questi miasmi&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt; ammorbanti, e nell'aria superiore&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt; vola a purificarti e bevi come &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt; un liquido divino e puro il fuoco&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt; che colma, chiaro, le regioni limpide.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt; ( Fortunato ) colui che lascia andare i suoi pensieri&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt; come le lodolette verso i cieli,&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt; nel mattino, colui che sulla vita &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt; plana e, sicuro, intende la segreta&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt; lingua dei fiori e delle cose mute."&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;                                                            &lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;Baudelaire&lt;em&gt; &lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1595238804842885648-2933712012247843160?l=inviaggioconvasundra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inviaggioconvasundra.blogspot.com/feeds/2933712012247843160/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1595238804842885648&amp;postID=2933712012247843160' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1595238804842885648/posts/default/2933712012247843160'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1595238804842885648/posts/default/2933712012247843160'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inviaggioconvasundra.blogspot.com/2008/02/in-alto-sugli-stagni-sulle-valli-sopra.html' title='grazie zaira'/><author><name>masema</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14847809040800639830</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R8Q2I6W0emI/AAAAAAAAAwQ/HuymmQIUGCE/s72-c/IMG_0708.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1595238804842885648.post-2415174694675641177</id><published>2008-02-22T03:15:00.000-08:00</published><updated>2008-02-22T03:16:03.511-08:00</updated><title type='text'>il varco</title><content type='html'>Ho scritto questo racconto otto anni fa, in onore del cancro che aveva deciso di visitare una parte del mio corpo e, più prosaicamente, per partecipare a un concorso che non ho vinto. Oggi forse scriverei un'altra storia. &lt;br /&gt;Mi incuriosisce scoprire le diverse facce che un avvenimento può mostrarci, o meglio le diverse facce che noi mettiamo in luce di fronte a quello stesso avvenimento.&lt;br /&gt;Forse proverò a riguardarmi a distanza di tempo, con gli occhi di adesso, sperando di ritrovarmi per lasciarmi libera di andare.&lt;br /&gt;Ma questa è "un'altra storia" e deve ancora venir fuori...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    " Il sole giocava con la punta delle frecce, mentre le Amazzoni incitavano i cavalli per raggiungere la loro regina e regalarle la vittoria. " &lt;br /&gt;La bambina già volava con gli occhi incantati nelle terre del sogno e Paola, la nonna, chiuse il libro e continuò a parlare a se stessa con voce bassa. Si raccontava la storia di un regno felice, abitato da guerriere agili e forti, e per un attimo rabbrividì all'immagine dei loro seni sacrificati per fare spazio all'arco, a quella voglia di libertà imprigionata in una ferita.&lt;br /&gt;Con un sorriso si sfiorò la lunga cicatrice quasi scolorita e si chiese dove potesse essere finita la sua parte di seno. Forse faceva bella mostra di sè nel "cimitero delle tette", come dicevano, in bilico fra l'ironia, l'orrore e la nostalgia le sue compagne come lei mastectomizzate. Una volta c'era un nodulo abbarbicato ai tessuti della sua mammella destra, sbucato fuori all'improvviso in un giorno pieno di giugno. Il ricovero aveva inghiottito d'un colpo l'estate appena assaporata, in una ricerca affannosa di pigiami senza buchi e di oracoli bugiardi. &lt;br /&gt;Il tempo dell'ospedale era lungo di chiacchiere e di pantofole con piume di struzzo strascicate sul linoleum. &lt;br /&gt;- " Signora, vuol firmare l'autorizzazione per l'anestesia? " - &lt;br /&gt;Il medico aveva la bocca annoiata e il corpo distratto, lontano, lei naufragava nei vapori del lisoformio, lottando col semolino che non voleva proprio sapere di star fermo nel suo stomaco, disorientato dalla violenza del clistere.&lt;br /&gt;- " Certo, dottore. " - &lt;br /&gt;Il suo cervello giocava a nascondino con lo stupore e i suoi pensieri continuavano a rincorrere quella pallina mortale, così viva e vitale nello spazio di soli due centimetri e mezzo. Come aveva osato sfidare la sua onnipotenza, invadendo senza preavviso il suo corpo inospitale? Paola aveva da tempo tagliato i ponti con il suo passato carnivoro e caffeinomane, si nutriva di vegetali e di passeggiate e si svegliava al mattino con l'odore del mare, in una culla morbida di affetti. Che cosa aveva squarciato la sua corazza e dato inizio alla danza delle cellule in un'orgia di anarchia? Il nodulo era forse schizzato in superficie per punirla di qualcosa? Per trovare una risposta doveva chiudere i manuali di medicina e scendere in fondo, nelle viscere della sua paura, ancora più in fondo della sua soglia di comprensione, in un corpo a corpo con quella parte di sè che aveva seppellito senza perdono. &lt;br /&gt;Il corridoio dell'ospedale incominciò a perdere i suoi contorni e lasciò il posto a un altro corridoio pieno di nicchie, con madonne immacolate e martiri sorridenti e lei si rivide, bambina di undici anni, correre nel terrore per raggiungere al buio la sua camerata e rifugiarsi nel letto. I muri del collegio erano pieni di voci e di ombre, cementati con l'odore dell'incenso e l'alito del confessionale.&lt;br /&gt;- " Hai avuto pensieri impuri, figliola? " - &lt;br /&gt;Del prete conosceva soltanto il respiro, che sapeva di affanno e di acido di mele.&lt;br /&gt;- " Ti sei toccata? " -&lt;br /&gt;Con angoscia la bambina ripercorreva i pensieri della giornata e confessava come una colpa quel suo bisogno di tenerezza e di baci.&lt;br /&gt;- " Mi assolve, padre? " - &lt;br /&gt;La sera rannicchiava le gambe sotto le lenzuola per regalarsi un pò di compagnia.&lt;br /&gt;Lo sguardo inquisitore della suora lacerava allora il fragile paravento che la proteggeva dai respiri e dai sogni agitati delle sue vicine di letto, si fermava in silenzio sul suo viso e le scendeva poi lungo il collo fino al petto. Era costretta, allora, a tirar fuori le mani e a posarle sulle coperte in attesa della punizione, sentendosi colpevole come un ladro scoperto a rubare per sfamarsi. Si vergognava senza sapere perchè e si stringeva nelle spalle. &lt;br /&gt;Forse il seme di quel carcinoma aveva avuto la sua culla in quel nascondersi dentro lo sterno, in quella voglia segreta di cercarsi di nascosto a dispetto dei fioretti?&lt;br /&gt;Stava arrivando la barella con l'infermiera e Paola si sentì addosso il freddo della sala operatoria. Quando vide oltre il vetro il viso bello di sua madre pensò con imbarazzo che sotto il camice era nuda. Lesse nelle sue occhiaie il terrore dell'abbandono, sentì che quel momento di debolezza materna stava sciogliendo dentro di lei il groviglio confuso di odio mai confessato e di carezze sospese e seppe allora che poteva perdonarle la sua perfezione e la sua distanza.&lt;br /&gt;Il tempo dell'attesa le stava regalando attimi d'infinito, per farle rivivere e recuperare la sua fatica di crescere. Paola viaggiava nella memoria delle emozioni non più col ricordo della mente, ma col respiro del corpo, per riappropriarsi dell'energia dispersa nello sforzo di trovarsi e amarsi senza condizioni.&lt;br /&gt;In un altro tavolo operatorio aveva lasciato molti anni prima un'altra parte di sè. Doveva chiamarsi Alice la bambina mai nata, rimasta nel limbo dei desideri, uccisa dal suo utero ribelle. Era molto giovane, allora. Sentiva il richiamo di una pienezza possibile oltre la procreazione, oltre i sorrisi di tutte quelle mamme gonfie di latte e di possesso, ma nel caos della ricerca di un senso al suo essere donna stava spezzando i legami con la sua integrità. &lt;br /&gt;Ricopriva di spigoli il suo corpo, per rincorrere il sogno di una guerriera senza pietà e senza debolezze e profanare in una sfida l'altare della maternità.&lt;br /&gt;Per anni la fragilità negata le era però cresciuta dentro e in silenzio aveva nutrito le sue lacerazioni.&lt;br /&gt;- " Nonna, perchè ridi? " - &lt;br /&gt;Davanti allo specchio la donna si divertiva a fare buffe boccacce.&lt;br /&gt;La nipotina era tornata dalle terre del sogno con la pelle fresca di latte e l'aroma di vaniglia. Anche Paola era tornata dal suo viaggio nelle sale operatorie e nei frammenti della memoria impressi nella sua pelle come tatuaggi. Ora guardava senza rabbia il suo corpo ferito, sapeva di bagnoschiuma. Ora non era più onnipotente e accettava le sue lacrime. Una nuova energia rendeva fluido ogni suo passo. L'amputazione della parte destra della sua femminilità aveva creato un varco nella sua corazza d'argilla per farle raggiungere e abbracciare la sua paura, farle toccare il suo lato ancestrale e risvegliare la dea che vive nel silenzio di ogni donna.&lt;br /&gt;Ripensò alle Amazzoni e al loro sogno perduto e sfiorò la cicatrice con gratitudine. Guardò la bambina con un amore nuovo e desiderò per lei un volo oltre il dolore, senza bisogno di frecce per ricongiungersi al sole.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1595238804842885648-2415174694675641177?l=inviaggioconvasundra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inviaggioconvasundra.blogspot.com/feeds/2415174694675641177/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1595238804842885648&amp;postID=2415174694675641177' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1595238804842885648/posts/default/2415174694675641177'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1595238804842885648/posts/default/2415174694675641177'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inviaggioconvasundra.blogspot.com/2008/02/il-varco_22.html' title='il varco'/><author><name>masema</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14847809040800639830</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1595238804842885648.post-3775078841987618871</id><published>2008-02-22T01:03:00.000-08:00</published><updated>2008-02-22T01:10:45.248-08:00</updated><title type='text'>l'occhio delle parole per raccontare un pezzetto di bolivia</title><content type='html'>&lt;div style='text-align:center;margin:0px auto 10px;'&gt;&lt;A HREF='http://4.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R76P36W0ejI/AAAAAAAAAvI/SlcRDmym9ng/s1600-h/MATTEO2+119.jpg'&gt;&lt;IMG SRC='http://4.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R76P36W0ejI/AAAAAAAAAvI/SlcRDmym9ng/s400/MATTEO2+119.jpg' border=0 alt='' id='BLOGGER_PHOTO_ID_' &gt;&lt;/A&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style='clear:both; text-align:CENTER'&gt;&lt;a href='http://picasa.google.com/blogger/' target='ext'&gt;&lt;img src='http://photos1.blogger.com/pbp.gif' alt='Posted by Picasa' style='border: 0px none ; padding: 0px; background: transparent none repeat scroll 0% 50%; -moz-background-clip: initial; -moz-background-origin: initial; -moz-background-inline-policy: initial;' align='middle' border='0' /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1595238804842885648-3775078841987618871?l=inviaggioconvasundra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inviaggioconvasundra.blogspot.com/feeds/3775078841987618871/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1595238804842885648&amp;postID=3775078841987618871' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1595238804842885648/posts/default/3775078841987618871'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1595238804842885648/posts/default/3775078841987618871'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inviaggioconvasundra.blogspot.com/2008/02/blog-post_22.html' title='l&apos;occhio delle parole per raccontare un pezzetto di bolivia'/><author><name>masema</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14847809040800639830</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R76P36W0ejI/AAAAAAAAAvI/SlcRDmym9ng/s72-c/MATTEO2+119.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1595238804842885648.post-113186960857465709</id><published>2008-02-21T14:13:00.000-08:00</published><updated>2008-02-22T01:04:47.377-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style='text-align:center;margin:0px auto 10px;'&gt;&lt;A HREF='http://2.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R733tqW0egI/AAAAAAAAAuU/JXK7oyEkssI/s1600-h/MATTEO2+111.jpg'&gt;&lt;IMG SRC='http://2.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R733tqW0egI/AAAAAAAAAuU/JXK7oyEkssI/s400/MATTEO2+111.jpg' border=0 alt='' id='BLOGGER_PHOTO_ID_' &gt;&lt;/A&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style='text-align:center;margin:0px auto 10px;'&gt;&lt;A HREF='http://3.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R733t6W0ehI/AAAAAAAAAuc/itvn4a6E3Y4/s1600-h/MATTEO3+290.jpg'&gt;&lt;IMG SRC='http://3.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R733t6W0ehI/AAAAAAAAAuc/itvn4a6E3Y4/s400/MATTEO3+290.jpg' border=0 alt='' id='BLOGGER_PHOTO_ID_' &gt;&lt;/A&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style='text-align:center;margin:0px auto 10px;'&gt;&lt;A HREF='http://4.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R733uKW0eiI/AAAAAAAAAuk/8KekbFOtaU0/s1600-h/MATTEO3+111.jpg'&gt;&lt;IMG SRC='http://4.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R733uKW0eiI/AAAAAAAAAuk/8KekbFOtaU0/s400/MATTEO3+111.jpg' border=0 alt='' id='BLOGGER_PHOTO_ID_' &gt;&lt;/A&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style='clear:both; text-align:CENTER'&gt;&lt;a href='http://picasa.google.com/blogger/' target='ext'&gt;&lt;img src='http://photos1.blogger.com/pbp.gif' alt='Posted by Picasa' style='border: 0px none ; padding: 0px; background: transparent none repeat scroll 0% 50%; -moz-background-clip: initial; -moz-background-origin: initial; -moz-background-inline-policy: initial;' align='middle' border='0' /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1595238804842885648-113186960857465709?l=inviaggioconvasundra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inviaggioconvasundra.blogspot.com/feeds/113186960857465709/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1595238804842885648&amp;postID=113186960857465709' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1595238804842885648/posts/default/113186960857465709'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1595238804842885648/posts/default/113186960857465709'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inviaggioconvasundra.blogspot.com/2008/02/blog-post_7546.html' title=''/><author><name>masema</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14847809040800639830</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R733tqW0egI/AAAAAAAAAuU/JXK7oyEkssI/s72-c/MATTEO2+111.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1595238804842885648.post-3593458654122429779</id><published>2008-02-21T14:09:00.000-08:00</published><updated>2008-02-21T14:10:04.080-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style='text-align:center;margin:0px auto 10px;'&gt;&lt;A HREF='http://3.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R732t6W0edI/AAAAAAAAAt8/AMlcOkHe1Sk/s1600-h/MATTEO3+015.jpg'&gt;&lt;IMG SRC='http://3.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R732t6W0edI/AAAAAAAAAt8/AMlcOkHe1Sk/s400/MATTEO3+015.jpg' border=0 alt='' id='BLOGGER_PHOTO_ID_' &gt;&lt;/A&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style='text-align:center;margin:0px auto 10px;'&gt;&lt;A HREF='http://1.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R732uaW0eeI/AAAAAAAAAuE/fNC-LSRy4_E/s1600-h/MATTEO3+042.jpg'&gt;&lt;IMG SRC='http://1.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R732uaW0eeI/AAAAAAAAAuE/fNC-LSRy4_E/s400/MATTEO3+042.jpg' border=0 alt='' id='BLOGGER_PHOTO_ID_' &gt;&lt;/A&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style='text-align:center;margin:0px auto 10px;'&gt;&lt;A HREF='http://3.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R732u6W0efI/AAAAAAAAAuM/TVsvhWKJNUU/s1600-h/MATTEO3+068.jpg'&gt;&lt;IMG SRC='http://3.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R732u6W0efI/AAAAAAAAAuM/TVsvhWKJNUU/s400/MATTEO3+068.jpg' border=0 alt='' id='BLOGGER_PHOTO_ID_' &gt;&lt;/A&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style='clear:both; text-align:CENTER'&gt;&lt;a href='http://picasa.google.com/blogger/' target='ext'&gt;&lt;img src='http://photos1.blogger.com/pbp.gif' alt='Posted by Picasa' style='border: 0px none ; padding: 0px; background: transparent none repeat scroll 0% 50%; -moz-background-clip: initial; -moz-background-origin: initial; -moz-background-inline-policy: initial;' align='middle' border='0' /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1595238804842885648-3593458654122429779?l=inviaggioconvasundra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inviaggioconvasundra.blogspot.com/feeds/3593458654122429779/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1595238804842885648&amp;postID=3593458654122429779' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1595238804842885648/posts/default/3593458654122429779'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1595238804842885648/posts/default/3593458654122429779'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inviaggioconvasundra.blogspot.com/2008/02/blog-post_2026.html' title=''/><author><name>masema</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14847809040800639830</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R732t6W0edI/AAAAAAAAAt8/AMlcOkHe1Sk/s72-c/MATTEO3+015.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1595238804842885648.post-2323976923579670066</id><published>2008-02-21T14:03:00.000-08:00</published><updated>2008-02-21T14:04:06.250-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style='text-align:center;margin:0px auto 10px;'&gt;&lt;A HREF='http://4.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R731UKW0eaI/AAAAAAAAAtk/Qea1mCsWWFs/s1600-h/MATTEO4+240.jpg'&gt;&lt;IMG SRC='http://4.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R731UKW0eaI/AAAAAAAAAtk/Qea1mCsWWFs/s400/MATTEO4+240.jpg' border=0 alt='' id='BLOGGER_PHOTO_ID_' &gt;&lt;/A&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style='text-align:center;margin:0px auto 10px;'&gt;&lt;A HREF='http://2.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R731UqW0ebI/AAAAAAAAAts/_SE273DYeog/s1600-h/MATTEO4+229.jpg'&gt;&lt;IMG SRC='http://2.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R731UqW0ebI/AAAAAAAAAts/_SE273DYeog/s400/MATTEO4+229.jpg' border=0 alt='' id='BLOGGER_PHOTO_ID_' &gt;&lt;/A&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style='text-align:center;margin:0px auto 10px;'&gt;&lt;A HREF='http://1.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R731VaW0ecI/AAAAAAAAAt0/ecH2HUUVhrU/s1600-h/MATTEO4+277.jpg'&gt;&lt;IMG SRC='http://1.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R731VaW0ecI/AAAAAAAAAt0/ecH2HUUVhrU/s400/MATTEO4+277.jpg' border=0 alt='' id='BLOGGER_PHOTO_ID_' &gt;&lt;/A&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style='clear:both; text-align:CENTER'&gt;&lt;a href='http://picasa.google.com/blogger/' target='ext'&gt;&lt;img src='http://photos1.blogger.com/pbp.gif' alt='Posted by Picasa' style='border: 0px none ; padding: 0px; background: transparent none repeat scroll 0% 50%; -moz-background-clip: initial; -moz-background-origin: initial; -moz-background-inline-policy: initial;' align='middle' border='0' /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1595238804842885648-2323976923579670066?l=inviaggioconvasundra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inviaggioconvasundra.blogspot.com/feeds/2323976923579670066/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1595238804842885648&amp;postID=2323976923579670066' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1595238804842885648/posts/default/2323976923579670066'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1595238804842885648/posts/default/2323976923579670066'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inviaggioconvasundra.blogspot.com/2008/02/blog-post_7393.html' title=''/><author><name>masema</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14847809040800639830</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R731UKW0eaI/AAAAAAAAAtk/Qea1mCsWWFs/s72-c/MATTEO4+240.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1595238804842885648.post-4670203631245718920</id><published>2008-02-21T14:00:00.000-08:00</published><updated>2008-02-21T14:01:23.121-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style='text-align:center;margin:0px auto 10px;'&gt;&lt;A HREF='http://1.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R730raW0eXI/AAAAAAAAAtM/dcN0EpDtGVI/s1600-h/MATTEO4+244.jpg'&gt;&lt;IMG SRC='http://1.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R730raW0eXI/AAAAAAAAAtM/dcN0EpDtGVI/s400/MATTEO4+244.jpg' border=0 alt='' id='BLOGGER_PHOTO_ID_' &gt;&lt;/A&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style='text-align:center;margin:0px auto 10px;'&gt;&lt;A HREF='http://4.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R730sKW0eYI/AAAAAAAAAtU/GjPRAG1O1AQ/s1600-h/MATTEO4+247.jpg'&gt;&lt;IMG SRC='http://4.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R730sKW0eYI/AAAAAAAAAtU/GjPRAG1O1AQ/s400/MATTEO4+247.jpg' border=0 alt='' id='BLOGGER_PHOTO_ID_' &gt;&lt;/A&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style='text-align:center;margin:0px auto 10px;'&gt;&lt;A HREF='http://1.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R730saW0eZI/AAAAAAAAAtc/5DlAVBrdPME/s1600-h/MATTEO4+252.jpg'&gt;&lt;IMG SRC='http://1.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R730saW0eZI/AAAAAAAAAtc/5DlAVBrdPME/s400/MATTEO4+252.jpg' border=0 alt='' id='BLOGGER_PHOTO_ID_' &gt;&lt;/A&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style='clear:both; text-align:CENTER'&gt;&lt;a href='http://picasa.google.com/blogger/' target='ext'&gt;&lt;img src='http://photos1.blogger.com/pbp.gif' alt='Posted by Picasa' style='border: 0px none ; padding: 0px; background: transparent none repeat scroll 0% 50%; -moz-background-clip: initial; -moz-background-origin: initial; -moz-background-inline-policy: initial;' align='middle' border='0' /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1595238804842885648-4670203631245718920?l=inviaggioconvasundra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inviaggioconvasundra.blogspot.com/feeds/4670203631245718920/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1595238804842885648&amp;postID=4670203631245718920' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1595238804842885648/posts/default/4670203631245718920'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1595238804842885648/posts/default/4670203631245718920'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inviaggioconvasundra.blogspot.com/2008/02/blog-post_2711.html' title=''/><author><name>masema</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14847809040800639830</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R730raW0eXI/AAAAAAAAAtM/dcN0EpDtGVI/s72-c/MATTEO4+244.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1595238804842885648.post-7092953610395836088</id><published>2008-02-21T13:58:00.000-08:00</published><updated>2008-02-21T13:58:58.192-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style='text-align:center;margin:0px auto 10px;'&gt;&lt;A HREF='http://3.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R730H6W0eUI/AAAAAAAAAs0/FqES8Mr6qxM/s1600-h/MATTEO4+119.jpg'&gt;&lt;IMG SRC='http://3.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R730H6W0eUI/AAAAAAAAAs0/FqES8Mr6qxM/s400/MATTEO4+119.jpg' border=0 alt='' id='BLOGGER_PHOTO_ID_' &gt;&lt;/A&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style='text-align:center;margin:0px auto 10px;'&gt;&lt;A HREF='http://4.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R730IKW0eVI/AAAAAAAAAs8/DQYAfo4MGu4/s1600-h/MATTEO4+173.jpg'&gt;&lt;IMG SRC='http://4.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R730IKW0eVI/AAAAAAAAAs8/DQYAfo4MGu4/s400/MATTEO4+173.jpg' border=0 alt='' id='BLOGGER_PHOTO_ID_' &gt;&lt;/A&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style='text-align:center;margin:0px auto 10px;'&gt;&lt;A HREF='http://1.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R730IaW0eWI/AAAAAAAAAtE/iC-9tlwb1fM/s1600-h/MATTEO4+215.jpg'&gt;&lt;IMG SRC='http://1.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R730IaW0eWI/AAAAAAAAAtE/iC-9tlwb1fM/s400/MATTEO4+215.jpg' border=0 alt='' id='BLOGGER_PHOTO_ID_' &gt;&lt;/A&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style='clear:both; text-align:CENTER'&gt;&lt;a href='http://picasa.google.com/blogger/' target='ext'&gt;&lt;img src='http://photos1.blogger.com/pbp.gif' alt='Posted by Picasa' style='border: 0px none ; padding: 0px; background: transparent none repeat scroll 0% 50%; -moz-background-clip: initial; -moz-background-origin: initial; -moz-background-inline-policy: initial;' align='middle' border='0' /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1595238804842885648-7092953610395836088?l=inviaggioconvasundra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inviaggioconvasundra.blogspot.com/feeds/7092953610395836088/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1595238804842885648&amp;postID=7092953610395836088' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1595238804842885648/posts/default/7092953610395836088'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1595238804842885648/posts/default/7092953610395836088'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inviaggioconvasundra.blogspot.com/2008/02/blog-post_1995.html' title=''/><author><name>masema</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14847809040800639830</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R730H6W0eUI/AAAAAAAAAs0/FqES8Mr6qxM/s72-c/MATTEO4+119.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1595238804842885648.post-249059470650498806</id><published>2008-02-21T13:53:00.000-08:00</published><updated>2008-02-21T13:54:16.038-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style='text-align:center;margin:0px auto 10px;'&gt;&lt;A HREF='http://4.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R73zBKW0eRI/AAAAAAAAAsc/uAb_vKgD9VQ/s1600-h/MATTEO4+098.jpg'&gt;&lt;IMG SRC='http://4.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R73zBKW0eRI/AAAAAAAAAsc/uAb_vKgD9VQ/s400/MATTEO4+098.jpg' border=0 alt='' id='BLOGGER_PHOTO_ID_' &gt;&lt;/A&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style='text-align:center;margin:0px auto 10px;'&gt;&lt;A HREF='http://2.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R73zBqW0eSI/AAAAAAAAAsk/hdFjSxKKPAs/s1600-h/MATTEO4+099.jpg'&gt;&lt;IMG SRC='http://2.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R73zBqW0eSI/AAAAAAAAAsk/hdFjSxKKPAs/s400/MATTEO4+099.jpg' border=0 alt='' id='BLOGGER_PHOTO_ID_' &gt;&lt;/A&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style='text-align:center;margin:0px auto 10px;'&gt;&lt;A HREF='http://3.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R73zB6W0eTI/AAAAAAAAAss/qRjmOnMseXY/s1600-h/MATTEO4+234.jpg'&gt;&lt;IMG SRC='http://3.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R73zB6W0eTI/AAAAAAAAAss/qRjmOnMseXY/s400/MATTEO4+234.jpg' border=0 alt='' id='BLOGGER_PHOTO_ID_' &gt;&lt;/A&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style='clear:both; text-align:CENTER'&gt;&lt;a href='http://picasa.google.com/blogger/' target='ext'&gt;&lt;img src='http://photos1.blogger.com/pbp.gif' alt='Posted by Picasa' style='border: 0px none ; padding: 0px; background: transparent none repeat scroll 0% 50%; -moz-background-clip: initial; -moz-background-origin: initial; -moz-background-inline-policy: initial;' align='middle' border='0' /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1595238804842885648-249059470650498806?l=inviaggioconvasundra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inviaggioconvasundra.blogspot.com/feeds/249059470650498806/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1595238804842885648&amp;postID=249059470650498806' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1595238804842885648/posts/default/249059470650498806'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1595238804842885648/posts/default/249059470650498806'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inviaggioconvasundra.blogspot.com/2008/02/blog-post_3373.html' title=''/><author><name>masema</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14847809040800639830</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R73zBKW0eRI/AAAAAAAAAsc/uAb_vKgD9VQ/s72-c/MATTEO4+098.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1595238804842885648.post-772187234980022444</id><published>2008-02-21T13:27:00.000-08:00</published><updated>2008-02-21T13:28:44.556-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style='text-align:center;margin:0px auto 10px;'&gt;&lt;A HREF='http://2.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R73tBqW0eOI/AAAAAAAAAsE/HSwE0cH0Jww/s1600-h/MATTEO4+035.jpg'&gt;&lt;IMG SRC='http://2.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R73tBqW0eOI/AAAAAAAAAsE/HSwE0cH0Jww/s400/MATTEO4+035.jpg' border=0 alt='' id='BLOGGER_PHOTO_ID_' &gt;&lt;/A&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style='text-align:center;margin:0px auto 10px;'&gt;&lt;A HREF='http://3.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R73tB6W0ePI/AAAAAAAAAsM/-Yo7YsnNBfI/s1600-h/MATTEO4+190.jpg'&gt;&lt;IMG SRC='http://3.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R73tB6W0ePI/AAAAAAAAAsM/-Yo7YsnNBfI/s400/MATTEO4+190.jpg' border=0 alt='' id='BLOGGER_PHOTO_ID_' &gt;&lt;/A&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style='text-align:center;margin:0px auto 10px;'&gt;&lt;A HREF='http://1.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R73tCaW0eQI/AAAAAAAAAsU/hvxGpLDZPbQ/s1600-h/MATTEO4+408.jpg'&gt;&lt;IMG SRC='http://1.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R73tCaW0eQI/AAAAAAAAAsU/hvxGpLDZPbQ/s400/MATTEO4+408.jpg' border=0 alt='' id='BLOGGER_PHOTO_ID_' &gt;&lt;/A&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style='clear:both; text-align:CENTER'&gt;&lt;a href='http://picasa.google.com/blogger/' target='ext'&gt;&lt;img src='http://photos1.blogger.com/pbp.gif' alt='Posted by Picasa' style='border: 0px none ; padding: 0px; background: transparent none repeat scroll 0% 50%; -moz-background-clip: initial; -moz-background-origin: initial; -moz-background-inline-policy: initial;' align='middle' border='0' /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1595238804842885648-772187234980022444?l=inviaggioconvasundra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inviaggioconvasundra.blogspot.com/feeds/772187234980022444/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1595238804842885648&amp;postID=772187234980022444' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1595238804842885648/posts/default/772187234980022444'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1595238804842885648/posts/default/772187234980022444'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inviaggioconvasundra.blogspot.com/2008/02/blog-post_6343.html' title=''/><author><name>masema</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14847809040800639830</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R73tBqW0eOI/AAAAAAAAAsE/HSwE0cH0Jww/s72-c/MATTEO4+035.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1595238804842885648.post-7416568909563592439</id><published>2008-02-21T13:18:00.000-08:00</published><updated>2008-02-21T13:40:45.420-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style='text-align:center;margin:0px auto 10px;'&gt;&lt;A HREF='http://4.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R73qyKW0eLI/AAAAAAAAArs/n8cKTSAB3pQ/s1600-h/MATTEO3+060.jpg'&gt;&lt;IMG SRC='http://4.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R73qyKW0eLI/AAAAAAAAArs/n8cKTSAB3pQ/s400/MATTEO3+060.jpg' border=0 alt='' id='BLOGGER_PHOTO_ID_' &gt;&lt;/A&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style='clear:both; text-align:CENTER'&gt;&lt;a href='http://picasa.google.com/blogger/' target='ext'&gt;&lt;img src='http://photos1.blogger.com/pbp.gif' alt='Posted by Picasa' style='border: 0px none ; padding: 0px; background: transparent none repeat scroll 0% 50%; -moz-background-clip: initial; -moz-background-origin: initial; -moz-background-inline-policy: initial;' align='middle' border='0' /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1595238804842885648-7416568909563592439?l=inviaggioconvasundra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inviaggioconvasundra.blogspot.com/feeds/7416568909563592439/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1595238804842885648&amp;postID=7416568909563592439' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1595238804842885648/posts/default/7416568909563592439'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1595238804842885648/posts/default/7416568909563592439'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inviaggioconvasundra.blogspot.com/2008/02/blog-post_334.html' title=''/><author><name>masema</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14847809040800639830</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R73qyKW0eLI/AAAAAAAAArs/n8cKTSAB3pQ/s72-c/MATTEO3+060.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1595238804842885648.post-5594608363488594508</id><published>2008-02-21T13:13:00.000-08:00</published><updated>2008-02-21T13:42:51.578-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style='text-align:center;margin:0px auto 10px;'&gt;&lt;A HREF='http://3.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R73pf6W0eJI/AAAAAAAAArc/plwfaZZ6ujU/s1600-h/MATTEO3+319.jpg'&gt;&lt;IMG SRC='http://3.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R73pf6W0eJI/AAAAAAAAArc/plwfaZZ6ujU/s400/MATTEO3+319.jpg' border=0 alt='' id='BLOGGER_PHOTO_ID_' &gt;&lt;/A&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style='text-align:center;margin:0px auto 10px;'&gt;&lt;A HREF='http://1.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R73pgaW0eKI/AAAAAAAAArk/HMsNYFkMdaA/s1600-h/MATTEO2+079.jpg'&gt;&lt;IMG SRC='http://1.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R73pgaW0eKI/AAAAAAAAArk/HMsNYFkMdaA/s400/MATTEO2+079.jpg' border=0 alt='' id='BLOGGER_PHOTO_ID_' &gt;&lt;/A&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style='clear:both; text-align:CENTER'&gt;&lt;a href='http://picasa.google.com/blogger/' target='ext'&gt;&lt;img src='http://photos1.blogger.com/pbp.gif' alt='Posted by Picasa' style='border: 0px none ; padding: 0px; background: transparent none repeat scroll 0% 50%; -moz-background-clip: initial; -moz-background-origin: initial; -moz-background-inline-policy: initial;' align='middle' border='0' /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1595238804842885648-5594608363488594508?l=inviaggioconvasundra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inviaggioconvasundra.blogspot.com/feeds/5594608363488594508/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1595238804842885648&amp;postID=5594608363488594508' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1595238804842885648/posts/default/5594608363488594508'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1595238804842885648/posts/default/5594608363488594508'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inviaggioconvasundra.blogspot.com/2008/02/blog-post_9692.html' title=''/><author><name>masema</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14847809040800639830</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R73pf6W0eJI/AAAAAAAAArc/plwfaZZ6ujU/s72-c/MATTEO3+319.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1595238804842885648.post-6746666102327378509</id><published>2008-02-21T13:10:00.000-08:00</published><updated>2008-02-21T13:10:35.098-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style='text-align:center;margin:0px auto 10px;'&gt;&lt;A HREF='http://1.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R73oxaW0eFI/AAAAAAAAAq8/9MiJ23rDLd8/s1600-h/MATTEO2+112.jpg'&gt;&lt;IMG SRC='http://1.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R73oxaW0eFI/AAAAAAAAAq8/9MiJ23rDLd8/s400/MATTEO2+112.jpg' border=0 alt='' id='BLOGGER_PHOTO_ID_' &gt;&lt;/A&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style='text-align:center;margin:0px auto 10px;'&gt;&lt;A HREF='http://4.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R73oyKW0eGI/AAAAAAAAArE/tekHNhZiCes/s1600-h/MATTEO2+108.jpg'&gt;&lt;IMG SRC='http://4.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R73oyKW0eGI/AAAAAAAAArE/tekHNhZiCes/s400/MATTEO2+108.jpg' border=0 alt='' id='BLOGGER_PHOTO_ID_' &gt;&lt;/A&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style='text-align:center;margin:0px auto 10px;'&gt;&lt;A HREF='http://2.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R73oyqW0eHI/AAAAAAAAArM/HrpE-4GyCX8/s1600-h/MATTEO4+375.jpg'&gt;&lt;IMG SRC='http://2.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R73oyqW0eHI/AAAAAAAAArM/HrpE-4GyCX8/s400/MATTEO4+375.jpg' border=0 alt='' id='BLOGGER_PHOTO_ID_' &gt;&lt;/A&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style='clear:both; text-align:CENTER'&gt;&lt;a href='http://picasa.google.com/blogger/' target='ext'&gt;&lt;img src='http://photos1.blogger.com/pbp.gif' alt='Posted by Picasa' style='border: 0px none ; padding: 0px; background: transparent none repeat scroll 0% 50%; -moz-background-clip: initial; -moz-background-origin: initial; -moz-background-inline-policy: initial;' align='middle' border='0' /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1595238804842885648-6746666102327378509?l=inviaggioconvasundra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inviaggioconvasundra.blogspot.com/feeds/6746666102327378509/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1595238804842885648&amp;postID=6746666102327378509' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1595238804842885648/posts/default/6746666102327378509'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1595238804842885648/posts/default/6746666102327378509'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inviaggioconvasundra.blogspot.com/2008/02/blog-post_3342.html' title=''/><author><name>masema</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14847809040800639830</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R73oxaW0eFI/AAAAAAAAAq8/9MiJ23rDLd8/s72-c/MATTEO2+112.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1595238804842885648.post-4213422054130954607</id><published>2008-02-21T12:42:00.000-08:00</published><updated>2008-02-21T12:42:48.986-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style='text-align:center;margin:0px auto 10px;'&gt;&lt;A HREF='http://1.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R73iRaW0dyI/AAAAAAAAAok/FCz8J-zNz5I/s1600-h/MATTEO2+024.jpg'&gt;&lt;IMG SRC='http://1.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R73iRaW0dyI/AAAAAAAAAok/FCz8J-zNz5I/s400/MATTEO2+024.jpg' border=0 alt='' id='BLOGGER_PHOTO_ID_' &gt;&lt;/A&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style='text-align:center;margin:0px auto 10px;'&gt;&lt;A HREF='http://2.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R73iRqW0dzI/AAAAAAAAAos/R2WJq9eogC0/s1600-h/MATTEO2+131.jpg'&gt;&lt;IMG SRC='http://2.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R73iRqW0dzI/AAAAAAAAAos/R2WJq9eogC0/s400/MATTEO2+131.jpg' border=0 alt='' id='BLOGGER_PHOTO_ID_' &gt;&lt;/A&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style='text-align:center;margin:0px auto 10px;'&gt;&lt;A HREF='http://3.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R73iR6W0d0I/AAAAAAAAAo0/xUFEVEpbsOU/s1600-h/MATTEO2+119.jpg'&gt;&lt;IMG SRC='http://3.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R73iR6W0d0I/AAAAAAAAAo0/xUFEVEpbsOU/s400/MATTEO2+119.jpg' border=0 alt='' id='BLOGGER_PHOTO_ID_' &gt;&lt;/A&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style='clear:both; text-align:CENTER'&gt;&lt;a href='http://picasa.google.com/blogger/' target='ext'&gt;&lt;img src='http://photos1.blogger.com/pbp.gif' alt='Posted by Picasa' style='border: 0px none ; padding: 0px; background: transparent none repeat scroll 0% 50%; -moz-background-clip: initial; -moz-background-origin: initial; -moz-background-inline-policy: initial;' align='middle' border='0' /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1595238804842885648-4213422054130954607?l=inviaggioconvasundra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inviaggioconvasundra.blogspot.com/feeds/4213422054130954607/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1595238804842885648&amp;postID=4213422054130954607' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1595238804842885648/posts/default/4213422054130954607'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1595238804842885648/posts/default/4213422054130954607'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inviaggioconvasundra.blogspot.com/2008/02/blog-post_1383.html' title=''/><author><name>masema</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14847809040800639830</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R73iRaW0dyI/AAAAAAAAAok/FCz8J-zNz5I/s72-c/MATTEO2+024.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1595238804842885648.post-1387228039913598590</id><published>2008-02-21T12:38:00.000-08:00</published><updated>2008-02-21T12:39:03.819-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style='text-align:center;margin:0px auto 10px;'&gt;&lt;A HREF='http://3.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R73hY6W0duI/AAAAAAAAAoE/x3Gs4UPCWM4/s1600-h/MATTEO2+004.jpg'&gt;&lt;IMG SRC='http://3.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R73hY6W0duI/AAAAAAAAAoE/x3Gs4UPCWM4/s400/MATTEO2+004.jpg' border=0 alt='' id='BLOGGER_PHOTO_ID_' &gt;&lt;/A&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style='text-align:center;margin:0px auto 10px;'&gt;&lt;A HREF='http://1.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R73hZaW0dvI/AAAAAAAAAoM/rTbu8Mo8EBQ/s1600-h/MATTEO3+253.jpg'&gt;&lt;IMG SRC='http://1.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R73hZaW0dvI/AAAAAAAAAoM/rTbu8Mo8EBQ/s400/MATTEO3+253.jpg' border=0 alt='' id='BLOGGER_PHOTO_ID_' &gt;&lt;/A&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style='text-align:center;margin:0px auto 10px;'&gt;&lt;A HREF='http://2.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R73hZqW0dwI/AAAAAAAAAoU/-RK1WFDlask/s1600-h/MATTEO3+344.jpg'&gt;&lt;IMG SRC='http://2.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R73hZqW0dwI/AAAAAAAAAoU/-RK1WFDlask/s400/MATTEO3+344.jpg' border=0 alt='' id='BLOGGER_PHOTO_ID_' &gt;&lt;/A&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style='text-align:center;margin:0px auto 10px;'&gt;&lt;A HREF='http://3.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R73hZ6W0dxI/AAAAAAAAAoc/mCe-SqoLyxc/s1600-h/MATTEO2+052.jpg'&gt;&lt;IMG SRC='http://3.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R73hZ6W0dxI/AAAAAAAAAoc/mCe-SqoLyxc/s400/MATTEO2+052.jpg' border=0 alt='' id='BLOGGER_PHOTO_ID_' &gt;&lt;/A&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style='clear:both; text-align:CENTER'&gt;&lt;a href='http://picasa.google.com/blogger/' target='ext'&gt;&lt;img src='http://photos1.blogger.com/pbp.gif' alt='Posted by Picasa' style='border: 0px none ; padding: 0px; background: transparent none repeat scroll 0% 50%; -moz-background-clip: initial; -moz-background-origin: initial; -moz-background-inline-policy: initial;' align='middle' border='0' /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1595238804842885648-1387228039913598590?l=inviaggioconvasundra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inviaggioconvasundra.blogspot.com/feeds/1387228039913598590/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1595238804842885648&amp;postID=1387228039913598590' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1595238804842885648/posts/default/1387228039913598590'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1595238804842885648/posts/default/1387228039913598590'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inviaggioconvasundra.blogspot.com/2008/02/blog-post_3086.html' title=''/><author><name>masema</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14847809040800639830</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R73hY6W0duI/AAAAAAAAAoE/x3Gs4UPCWM4/s72-c/MATTEO2+004.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1595238804842885648.post-6254089534693636948</id><published>2008-02-21T12:34:00.000-08:00</published><updated>2008-02-21T12:36:02.526-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style='text-align:center;margin:0px auto 10px;'&gt;&lt;A HREF='http://2.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R73grqW0drI/AAAAAAAAAns/jLiNzayUGWk/s1600-h/MATTEO4+397.jpg'&gt;&lt;IMG SRC='http://2.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R73grqW0drI/AAAAAAAAAns/jLiNzayUGWk/s400/MATTEO4+397.jpg' border=0 alt='' id='BLOGGER_PHOTO_ID_' &gt;&lt;/A&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style='text-align:center;margin:0px auto 10px;'&gt;&lt;A HREF='http://4.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R73gsKW0dsI/AAAAAAAAAn0/-5j35Ilcx8c/s1600-h/MATTEO4+363.jpg'&gt;&lt;IMG SRC='http://4.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R73gsKW0dsI/AAAAAAAAAn0/-5j35Ilcx8c/s400/MATTEO4+363.jpg' border=0 alt='' id='BLOGGER_PHOTO_ID_' &gt;&lt;/A&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style='text-align:center;margin:0px auto 10px;'&gt;&lt;A HREF='http://1.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R73gsaW0dtI/AAAAAAAAAn8/PpTD-uSOL9A/s1600-h/MATTEO3+294.jpg'&gt;&lt;IMG SRC='http://1.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R73gsaW0dtI/AAAAAAAAAn8/PpTD-uSOL9A/s400/MATTEO3+294.jpg' border=0 alt='' id='BLOGGER_PHOTO_ID_' &gt;&lt;/A&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style='clear:both; text-align:CENTER'&gt;&lt;a href='http://picasa.google.com/blogger/' target='ext'&gt;&lt;img src='http://photos1.blogger.com/pbp.gif' alt='Posted by Picasa' style='border: 0px none ; padding: 0px; background: transparent none repeat scroll 0% 50%; -moz-background-clip: initial; -moz-background-origin: initial; -moz-background-inline-policy: initial;' align='middle' border='0' /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1595238804842885648-6254089534693636948?l=inviaggioconvasundra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inviaggioconvasundra.blogspot.com/feeds/6254089534693636948/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1595238804842885648&amp;postID=6254089534693636948' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1595238804842885648/posts/default/6254089534693636948'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1595238804842885648/posts/default/6254089534693636948'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inviaggioconvasundra.blogspot.com/2008/02/blog-post_9566.html' title=''/><author><name>masema</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14847809040800639830</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R73grqW0drI/AAAAAAAAAns/jLiNzayUGWk/s72-c/MATTEO4+397.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1595238804842885648.post-3963679971811357424</id><published>2008-02-21T12:29:00.000-08:00</published><updated>2008-02-21T12:31:06.938-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style='text-align:center;margin:0px auto 10px;'&gt;&lt;A HREF='http://3.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R73fg6W0dnI/AAAAAAAAAnM/HLnyJO1F_T4/s1600-h/MATTEO4+356.jpg'&gt;&lt;IMG SRC='http://3.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R73fg6W0dnI/AAAAAAAAAnM/HLnyJO1F_T4/s400/MATTEO4+356.jpg' border=0 alt='' id='BLOGGER_PHOTO_ID_' &gt;&lt;/A&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style='text-align:center;margin:0px auto 10px;'&gt;&lt;A HREF='http://1.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R73fhaW0doI/AAAAAAAAAnU/jYtFtBKDG-w/s1600-h/MATTEO4+224.jpg'&gt;&lt;IMG SRC='http://1.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R73fhaW0doI/AAAAAAAAAnU/jYtFtBKDG-w/s400/MATTEO4+224.jpg' border=0 alt='' id='BLOGGER_PHOTO_ID_' &gt;&lt;/A&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style='text-align:center;margin:0px auto 10px;'&gt;&lt;A HREF='http://3.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R73fh6W0dpI/AAAAAAAAAnc/wJ_oRbf37Gc/s1600-h/MATTEO4+094.jpg'&gt;&lt;IMG SRC='http://3.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R73fh6W0dpI/AAAAAAAAAnc/wJ_oRbf37Gc/s400/MATTEO4+094.jpg' border=0 alt='' id='BLOGGER_PHOTO_ID_' &gt;&lt;/A&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style='text-align:center;margin:0px auto 10px;'&gt;&lt;A HREF='http://1.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R73fiaW0dqI/AAAAAAAAAnk/vDxMiT-Ybqo/s1600-h/MATTEO4+402.jpg'&gt;&lt;IMG SRC='http://1.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R73fiaW0dqI/AAAAAAAAAnk/vDxMiT-Ybqo/s400/MATTEO4+402.jpg' border=0 alt='' id='BLOGGER_PHOTO_ID_' &gt;&lt;/A&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style='clear:both; text-align:CENTER'&gt;&lt;a href='http://picasa.google.com/blogger/' target='ext'&gt;&lt;img src='http://photos1.blogger.com/pbp.gif' alt='Posted by Picasa' style='border: 0px none ; padding: 0px; background: transparent none repeat scroll 0% 50%; -moz-background-clip: initial; -moz-background-origin: initial; -moz-background-inline-policy: initial;' align='middle' border='0' /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1595238804842885648-3963679971811357424?l=inviaggioconvasundra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inviaggioconvasundra.blogspot.com/feeds/3963679971811357424/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1595238804842885648&amp;postID=3963679971811357424' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1595238804842885648/posts/default/3963679971811357424'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1595238804842885648/posts/default/3963679971811357424'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inviaggioconvasundra.blogspot.com/2008/02/blog-post_3859.html' title=''/><author><name>masema</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14847809040800639830</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R73fg6W0dnI/AAAAAAAAAnM/HLnyJO1F_T4/s72-c/MATTEO4+356.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1595238804842885648.post-382843734899565620</id><published>2008-02-21T12:24:00.000-08:00</published><updated>2008-02-21T13:47:48.976-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style='text-align:center;margin:0px auto 10px;'&gt;&lt;A HREF='http://3.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R73eK6W0djI/AAAAAAAAAms/m2rUeklOXf0/s1600-h/MATTEO4+050.jpg'&gt;&lt;IMG SRC='http://3.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R73eK6W0djI/AAAAAAAAAms/m2rUeklOXf0/s400/MATTEO4+050.jpg' border=0 alt='' id='BLOGGER_PHOTO_ID_' &gt;&lt;/A&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style='text-align:center;margin:0px auto 10px;'&gt;&lt;A HREF='http://4.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R73eMKW0dkI/AAAAAAAAAm0/z5-MeVBt5kM/s1600-h/MATTEO4+093.jpg'&gt;&lt;IMG SRC='http://4.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R73eMKW0dkI/AAAAAAAAAm0/z5-MeVBt5kM/s400/MATTEO4+093.jpg' border=0 alt='' id='BLOGGER_PHOTO_ID_' &gt;&lt;/A&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style='text-align:center;margin:0px auto 10px;'&gt;&lt;A HREF='http://4.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R73eSKW0dlI/AAAAAAAAAm8/M7FJdzCgJwQ/s1600-h/MATTEO4+156.jpg'&gt;&lt;IMG SRC='http://4.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R73eSKW0dlI/AAAAAAAAAm8/M7FJdzCgJwQ/s400/MATTEO4+156.jpg' border=0 alt='' id='BLOGGER_PHOTO_ID_' &gt;&lt;/A&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style='text-align:center;margin:0px auto 10px;'&gt;&lt;A HREF='http://2.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R73eTqW0dmI/AAAAAAAAAnE/s3u055fsvhw/s1600-h/MATTEO4+356.jpg'&gt;&lt;IMG SRC='http://2.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R73eTqW0dmI/AAAAAAAAAnE/s3u055fsvhw/s400/MATTEO4+356.jpg' border=0 alt='' id='BLOGGER_PHOTO_ID_' &gt;&lt;/A&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1595238804842885648-382843734899565620?l=inviaggioconvasundra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inviaggioconvasundra.blogspot.com/feeds/382843734899565620/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1595238804842885648&amp;postID=382843734899565620' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1595238804842885648/posts/default/382843734899565620'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1595238804842885648/posts/default/382843734899565620'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inviaggioconvasundra.blogspot.com/2008/02/blog-post_7184.html' title=''/><author><name>masema</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14847809040800639830</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R73eK6W0djI/AAAAAAAAAms/m2rUeklOXf0/s72-c/MATTEO4+050.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1595238804842885648.post-9066453295796942505</id><published>2008-02-21T12:03:00.000-08:00</published><updated>2008-03-07T02:30:21.086-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style='text-align:center;margin:0px auto 10px;'&gt;&lt;A HREF='http://2.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R73ZTqW0dcI/AAAAAAAAAl4/uh6r4yoBEd0/s1600-h/MATTEO4+021.jpg'&gt;&lt;IMG SRC='http://2.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R73ZTqW0dcI/AAAAAAAAAl4/uh6r4yoBEd0/s400/MATTEO4+021.jpg' border=0 alt='' id='BLOGGER_PHOTO_ID_' &gt;&lt;/A&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style='text-align:center;margin:0px auto 10px;'&gt;&lt;A HREF='http://4.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R73ZUKW0ddI/AAAAAAAAAmA/xV6yqTKiTGQ/s1600-h/MATTEO4+020.jpg'&gt;&lt;IMG SRC='http://4.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R73ZUKW0ddI/AAAAAAAAAmA/xV6yqTKiTGQ/s400/MATTEO4+020.jpg' border=0 alt='' id='BLOGGER_PHOTO_ID_' &gt;&lt;/A&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style='text-align:center;margin:0px auto 10px;'&gt;&lt;A HREF='http://1.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R73ZVaW0deI/AAAAAAAAAmI/GvLnkVk0LAQ/s1600-h/MATTEO4+030.jpg'&gt;&lt;IMG SRC='http://1.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R73ZVaW0deI/AAAAAAAAAmI/GvLnkVk0LAQ/s400/MATTEO4+030.jpg' border=0 alt='' id='BLOGGER_PHOTO_ID_' &gt;&lt;/A&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style='text-align:center;margin:0px auto 10px;'&gt;&lt;A HREF='http://2.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R73ZWqW0dfI/AAAAAAAAAmQ/0oAoHaiRirk/s1600-h/MATTEO4+032.jpg'&gt;&lt;IMG SRC='http://2.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R73ZWqW0dfI/AAAAAAAAAmQ/0oAoHaiRirk/s400/MATTEO4+032.jpg' border=0 alt='' id='BLOGGER_PHOTO_ID_' &gt;&lt;/A&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style='clear:both; text-align:CENTER'&gt;&lt;a href='http://picasa.google.com/blogger/' target='ext'&gt;&lt;img src='http://photos1.blogger.com/pbp.gif' alt='Posted by Picasa' style='border: 0px none ; padding: 0px; background: transparent none repeat scroll 0% 50%; -moz-background-clip: initial; -moz-background-origin: initial; -moz-background-inline-policy: initial;' align='middle' border='0' /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style='text-align:center;margin:0px auto 10px;'&gt;&lt;A HREF='http://4.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R9EYyJGcR4I/AAAAAAAAAww/loSm-u1S34c/s1600-h/MATTEO4+054.jpg'&gt;&lt;IMG SRC='http://4.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R9EYyJGcR4I/AAAAAAAAAww/loSm-u1S34c/s400/MATTEO4+054.jpg' border=0 alt='' id='BLOGGER_PHOTO_ID_' &gt;&lt;/A&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style='text-align:center;margin:0px auto 10px;'&gt;&lt;A HREF='http://2.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R9EYypGcR5I/AAAAAAAAAw4/Ue7jH8Hu2fM/s1600-h/MATTEO4+007.jpg'&gt;&lt;IMG SRC='http://2.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R9EYypGcR5I/AAAAAAAAAw4/Ue7jH8Hu2fM/s400/MATTEO4+007.jpg' border=0 alt='' id='BLOGGER_PHOTO_ID_' &gt;&lt;/A&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style='text-align:center;margin:0px auto 10px;'&gt;&lt;A HREF='http://3.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R9EYy5GcR6I/AAAAAAAAAxA/Z_VGMu3bONg/s1600-h/MATTEO4+015.jpg'&gt;&lt;IMG SRC='http://3.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R9EYy5GcR6I/AAAAAAAAAxA/Z_VGMu3bONg/s400/MATTEO4+015.jpg' border=0 alt='' id='BLOGGER_PHOTO_ID_' &gt;&lt;/A&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style='text-align:center;margin:0px auto 10px;'&gt;&lt;A HREF='http://1.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R9EYzZGcR7I/AAAAAAAAAxI/-4LtoQ87A7Q/s1600-h/MATTEO3+085.jpg'&gt;&lt;IMG SRC='http://1.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R9EYzZGcR7I/AAAAAAAAAxI/-4LtoQ87A7Q/s400/MATTEO3+085.jpg' border=0 alt='' id='BLOGGER_PHOTO_ID_' &gt;&lt;/A&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style='clear:both; text-align:CENTER'&gt;&lt;a href='http://picasa.google.com/blogger/' target='ext'&gt;&lt;img src='http://photos1.blogger.com/pbp.gif' alt='Posted by Picasa' style='border: 0px none ; padding: 0px; background: transparent none repeat scroll 0% 50%; -moz-background-clip: initial; -moz-background-origin: initial; -moz-background-inline-policy: initial;' align='middle' border='0' /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1595238804842885648-9066453295796942505?l=inviaggioconvasundra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inviaggioconvasundra.blogspot.com/feeds/9066453295796942505/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1595238804842885648&amp;postID=9066453295796942505' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1595238804842885648/posts/default/9066453295796942505'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1595238804842885648/posts/default/9066453295796942505'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inviaggioconvasundra.blogspot.com/2008/02/locchiodelleparole-per-raccontare-un.html' title=''/><author><name>masema</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14847809040800639830</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R73ZTqW0dcI/AAAAAAAAAl4/uh6r4yoBEd0/s72-c/MATTEO4+021.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1595238804842885648.post-249569930380505482</id><published>2008-02-21T10:39:00.000-08:00</published><updated>2008-02-21T10:49:19.155-08:00</updated><title type='text'>il seme del deserto</title><content type='html'>&lt;div style='text-align:center;margin:0px auto 10px;'&gt;&lt;A HREF='http://1.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R73FYaW0dYI/AAAAAAAAAlY/jmQnUekTo_E/s1600-h/IMG_0954.JPG'&gt;&lt;IMG SRC='http://1.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R73FYaW0dYI/AAAAAAAAAlY/jmQnUekTo_E/s400/IMG_0954.JPG' border=0 alt='' id='BLOGGER_PHOTO_ID_' &gt;&lt;/A&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style='clear:both; text-align:CENTER'&gt;&lt;a href='http://picasa.google.com/blogger/' target='ext'&gt;&lt;img src='http://photos1.blogger.com/pbp.gif' alt='Posted by Picasa' style='border: 0px none ; padding: 0px; background: transparent none repeat scroll 0% 50%; -moz-background-clip: initial; -moz-background-origin: initial; -moz-background-inline-policy: initial;' align='middle' border='0' /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'edificio era alto e screpolato. Giù nell'ingresso un gruppo di uomini acri di sudore passava il pomeriggio fra tazze opache di tè alla menta. Avevano tutti bocche devastate da denti neri, che si aprivano con aliti caldi di tabacco in sorrisi spaventosi. L'ascensore era pesante d'afa, cigolava lento, e Mariella respirava con fatica quell'aria immobile. Il ragazzo che l'attendeva le sembrò diverso dagli arabi dell'ingresso, gentile e asciutto. La fece sedere davanti a un ventilatore e le guardò le mani. Passò del tempo senza che succedesse niente. Tutti e due aspettavano che il telefono squillasse. Il caldo dilagava, anche le mosche sonnecchiavano sul soffitto, in quel silenzio assolato. Era partita senza pensarci troppo , per toccare la sabbia di un altro deserto e farsi rimpiangere un pò. Aveva lasciato nel suo paese umido di vapore salmastro una casa costruita sul granito e una famiglia rispettabile e senza sorprese. Aveva trascurato ogni dettaglio pratico e ora doveva arrangiarsi. Aspettava un posto per la notte. C'erano molte stanze, in quella casa del popolo dove l'aveva condotta un taxista con lo sguardo sfuggente, ed erano tutte vuote, allineate su uno stretto corridoio. Si trovò quasi senza accorgersene dentro uno studio con le poltrone di plastica consumata. Il telefono non aveva suonato e l'arabo gentile l'aveva spinta con noncuranza in fondo all'andito. Mariella vide chiudersi dietro le spalle del ragazzo la porta e notò che era tutta imbottita, rivestita di pelle e rinforzata con borchie di bronzo. Si accorse anche, in quello stesso momento, che i denti del suo ospite sconosciuto erano marroni, mangiati dal tabacco come quelli delle guardie all'ingresso. I pensieri le arrivavano lenti sull'onda di un sudore profumato di gelsomino. Non si agitò neanche quando sentì sul collo l'alito caldo di una carezza. Guardava l'altro da una distanza opaca, senza paura e senza richieste, incapace di animarsi. Non c'era in quel pomeriggio, lassù in fondo al corridoio, niente che potesse toccarla. L'uomo sentì quell'assenza. Non trovò i gesti per avvicinarsi al corpo della donna e penetrarne il distacco e si appoggiò all'inutile porta blindata sorridendo con imbarazzo. Tutti e due continuarono ad aspettare in silenzio il richiamo del telefono, seduti a contatto di pelle in una lontananza senza curiosità. Quando dall'altra parte del filo una voce li avvertì che lei doveva partire per raggiungere il suo gruppo di volontari ai limiti del deserto si salutarono con una stretta di mano leggera. Il ragazzo aveva lo sguardo tranquillo e l'aria sollevata. Lei non ricordava già più l'alito scuro di nicotina e passava nelle stradine gialle di sabbia con gli occhi distratti dagli odori delle donne, chiuse nei loro veli. La mattina molto presto, prima che il sole rotondo di quel paese straniero bruciasse le curve delle moschee, arrivò alla prima tappa del suo viaggio. Anche quell'edificio era grande, consumato dal sale e dai tanti passaggi. Fu accolta da un giovane assonnato, con la camicia sbottonata e le scarpe di plastica nera. Voleva riposarsi. Il ragazzo le preparò un giaciglio fra la polvere e le sedie di una sala per le riunioni, la invitò a stendersi e con naturalezza le si accovacciò al fianco. Mariella vide solo la sua bocca cariata e sentì le sue dita bruciate dal fumo posarsi leggere sulla sua testa. " Ti amo ". L'uomo aveva la voce bassa e gli occhi di terra scura cercavano nei suoi una docilità antica. Il materasso buttato sul pavimento sapeva di lana grezza e di sudore. Di fronte a loro una doccia rossa di ruggine gocciolava lentamente, mentre dall'alto il ritratto del presidente controllava il tavolo di legno utilizzato per le riunioni del partito. Tutto respirava nella polvere. Il ragazzo sentì la lontananza nello sguardo chiaro della donna e si allontanò dal giaciglio, sistemandosi con imbarazzo i capelli lucenti di brillantina. Ogni desiderio si era sciolto, le sue mani non avevano più voglia di cercare. Tutti e due si misero dopo un pò a dormire sotto la stessa coperta ruvida di montone, mischiando i loro aliti in una distanza senza soluzione. Quando i colori del cielo diventarono violenti si salutarono senza dolore . L'uomo già allineava le sedie per la prossima riunione, lei non sentì neanche il bisogno di girarsi a guardarlo per l'ultima volta. Riprese il suo viaggio, cercando di stordire la fame di dolce che le bruciava lo stomaco con l'odore violento dei chiodi di garofano. Le ore passavano senza fretta. Mariella giunse al villaggio sul deserto in una sera colorata di rosa. Le voci dei nuovi compagni la raggiunsero con lentezza, come se arrivassero da una lontananza fuori del tempo, in un'assenza vuota di energia. Nel cortile antico dormivano i cammelli e gli scorpioni aspettavano l'arsura del giorno. Il tè odorava di menta e di polvere e lei si chiese che cosa mai ci faceva in un posto con tramonti così. Non tentò neanche di trovare risposte. Le giornate continuarono a scivolare nell'apatia. In una cucina incrostata di spezie coi colori del sangue le sue mani un pomeriggio toccarono per caso le mani nervose di un suo nuovo compagno di strada. L'aveva visto ballare la sera prima, i fianchi fasciati da una sciarpa, il corpo scuro di giochi trascorsi fra il sole e le pietre che si muoveva con la morbidezza di una donna. Per un attimo di magia la distanza fra lei e i contorni del ragazzo si sciolse in desiderio. Sentì di nuovo la fame di dolce bruciarle lo stomaco. Nel pentolone del pasto comune la salsa aveva un sapore di fiori macerati nel miele e il vento trascinava nello spazio troppo stretto i lamenti delle capre. Si sfiorarono senza toccarsi, e subito dopo la cena fumava nelle ciotole di ferro smaltato. Gli altri attendevano, seduti all'aperto nel cortile, intorno al pozzo delle zanzare. Il ragazzo aspirava coi denti malati la sua porzione di zuppa e la guardava con gli occhi sereni. Così passarono i giorni, in un'assenza indolore di sogni e di cadute. Mariella aspettava il buio della notte e aveva voglia di andarsene. Posava i piedi scuri di hennè sulla sabbia e già l'impronta del vento ne cancellava il passaggio. Nei pomeriggi tinti d'arancio, quando anche il respiro bruciava la gola, si sedeva nella penombra bianca di calce di una stanza ricavata nei sassi e fresca come una grotta. L'arabo che vi abitava aveva i denti argentati e le mani lunghe e dorate dal tempo. Conosceva i segreti del massaggio e attraversava con sapienza il corpo di legno di Mariella. Lei ascoltava i suoi muscoli rilassarsi. Si preparava alla leggerezza dell'abbandono e già la sua pelle sentiva straniere le dita abili dell'uomo. E l'uomo sentiva straniera quella lontananza di pietra. Milioni di distanze svuotavano i loro desideri. I pomeriggi se ne andavano così, fra i cuscini abbandonati sul pavimento di terra, mentre l'ospite offriva foglie di menta e inseguiva con la mente tranquilla i ricordi di donne e di viaggi. Lei guardava il minareto aspettando la sera e il richiamo della preghiera. Arrivò anche il giorno del ritorno. La casa costruita sul granito l'aspettava sempre uguale, confortevole e fredda e Mariella riprese la sua vita senza scosse. Un giorno il postino le consegnò un pacco avvolto in una carta marrone, con un timbro straniero. Ancora prima di aprirlo le arrivò addosso con violenza il sapore delle spezie trasportato dal vento di scirocco. Un grappolo di datteri del deserto uscì dalla confezione e Mariella fu colta alla sprovvista da un richiamo che saliva dal centro dello stomaco e le accarezzava la pelle. Si chiuse alle spalle la porta che dava sulla strada e sui rumori di asfalto. Il sapore dei cuscini di sassi e degli aliti marroni divenne nostalgia e poi stordimento e desiderio. Sentiva sulla lingua l'ebbrezza dell'alcol proibito delle palme, raccolto di notte dai ragazzi del campo e goduto con la golosità dei ladri nella terra di Maometto. La distanza dello spazio aveva annullato tutte le altre distanze e aveva risvegliato dal sonno una voglia sopita. Quella stessa notte progettò di ripartire, anche se sapeva che era ormai troppo tardi. Nella pesantezza del sonno i gesti diventavano incisivi come pietre e non lasciavano scampo. Le impronte si chiudevano sui suoi piedi e non lasciavano dietro di sè nessuna traccia. Davanti a sè, alla fine della strada, la voce del muezzin aveva già sparso tutte le sue preghiere. Nel suo viaggio attraverso la sabbia non c'era più nessuna attesa. La trovarono, il giorno seguente, con le braccia strette intorno al petto, vicina alla porta della sua bella casa sul granito.&lt;br /&gt;Aveva sul viso l'espressione stupita di chi, sceso da un treno, si guarda attorno smarrito, chiedendosi dove si trova e come mai ha sbagliato stazione. Tutti pensarono a un attacco di cuore, considerata l'età non più giovanissima e il temperamento ansioso. Nessuno si preoccupò di capire a cosa fosse dovuto quel leggero rigonfiamento sulla sua gola così avida di dolce. Era morta così, affogata dalla golosità tanto a lungo tenuta a bada, nella polpa zuccherina di quel frutto della sabbia, nell'unico momento in cui aveva desiderato annullare la distanza e toccare col corpo, finalmente, il sapore di un altro corpo. Passarono gli anni. Un giorno alcuni visitatori abituali del cimitero furono colpiti da un caldo odore tropicale che intiepidiva l'ombra fredda dei cipressi. Si guardarono attorno sorpresi e in un'ala abbandonata del camposanto videro sbucare dalla lastra sbiadita di una tomba ricoperta di erbacce una pianta di datteri. Pensarono a un insolito innesto naturale. Non potevano sapere che in tutto quel tempo il seme del deserto era cresciuto dentro il corpo della donna e ora profumava l'aria. Nelle giornate di vento le foglie dondolavano lente, simili a ventagli carichi di polvere, a mani ansiose di accarezzare. Con un pò di attenzione si sarebbe potuto sentire un alito di voce, un richiamo leggero, il respiro corto di Mariella. Le persone, però, sfioravano appena lo spazio vicino a quella tomba e subito si allontanavano, quasi spaventate dallo sguardo vuoto della vecchia fotografia e dalla solitudine che avvolgeva i vasi senza fiori.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1595238804842885648-249569930380505482?l=inviaggioconvasundra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inviaggioconvasundra.blogspot.com/feeds/249569930380505482/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1595238804842885648&amp;postID=249569930380505482' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1595238804842885648/posts/default/249569930380505482'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1595238804842885648/posts/default/249569930380505482'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inviaggioconvasundra.blogspot.com/2008/02/blog-post_6701.html' title='il seme del deserto'/><author><name>masema</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14847809040800639830</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R73FYaW0dYI/AAAAAAAAAlY/jmQnUekTo_E/s72-c/IMG_0954.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1595238804842885648.post-2845343256478197841</id><published>2008-02-21T09:17:00.000-08:00</published><updated>2008-02-21T09:22:16.601-08:00</updated><title type='text'>il mio mare</title><content type='html'>&lt;div style='text-align:center;margin:0px auto 10px;'&gt;&lt;A HREF='http://4.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R72yRKW0dVI/AAAAAAAAAlA/LpqzRlYbf1M/s1600-h/IMG_0769.JPG'&gt;&lt;IMG SRC='http://4.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R72yRKW0dVI/AAAAAAAAAlA/LpqzRlYbf1M/s400/IMG_0769.JPG' border=0 alt='' id='BLOGGER_PHOTO_ID_' &gt;&lt;/A&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style='text-align:center;margin:0px auto 10px;'&gt;&lt;A HREF='http://2.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R72yRqW0dWI/AAAAAAAAAlI/9Rku-IKFG8M/s1600-h/IMG_0858.JPG'&gt;&lt;IMG SRC='http://2.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R72yRqW0dWI/AAAAAAAAAlI/9Rku-IKFG8M/s400/IMG_0858.JPG' border=0 alt='' id='BLOGGER_PHOTO_ID_' &gt;&lt;/A&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1595238804842885648-2845343256478197841?l=inviaggioconvasundra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inviaggioconvasundra.blogspot.com/feeds/2845343256478197841/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1595238804842885648&amp;postID=2845343256478197841' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1595238804842885648/posts/default/2845343256478197841'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1595238804842885648/posts/default/2845343256478197841'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inviaggioconvasundra.blogspot.com/2008/02/blog-post_6346.html' title='il mio mare'/><author><name>masema</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14847809040800639830</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R72yRKW0dVI/AAAAAAAAAlA/LpqzRlYbf1M/s72-c/IMG_0769.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1595238804842885648.post-9183289194512629094</id><published>2008-02-20T04:25:00.000-08:00</published><updated>2008-02-21T10:29:10.338-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style='text-align:center;margin:0px auto 10px;'&gt;&lt;A HREF='http://1.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R7wcaqW0akI/AAAAAAAAALE/-xTl0haSoNw/s1600-h/filmato.jpg'&gt;&lt;IMG SRC='http://1.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R7wcaqW0akI/AAAAAAAAALE/-xTl0haSoNw/s400/filmato.jpg' border=0 alt='' id='BLOGGER_PHOTO_ID_' &gt;&lt;/A&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1595238804842885648-9183289194512629094?l=inviaggioconvasundra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inviaggioconvasundra.blogspot.com/feeds/9183289194512629094/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1595238804842885648&amp;postID=9183289194512629094' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1595238804842885648/posts/default/9183289194512629094'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1595238804842885648/posts/default/9183289194512629094'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inviaggioconvasundra.blogspot.com/2008/02/blog-post_9800.html' title=''/><author><name>masema</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14847809040800639830</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_ko7jWigaqoY/R7wcaqW0akI/AAAAAAAAALE/-xTl0haSoNw/s72-c/filmato.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1595238804842885648.post-5615874994233583763</id><published>2008-02-13T00:10:00.000-08:00</published><updated>2008-02-25T08:07:55.180-08:00</updated><title type='text'>alla ricerca delle radici perdute</title><content type='html'>&lt;object height="355" width="425"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/tn5ppVjWtN8&amp;amp;rel=1"&gt;&lt;param name="wmode" value="transparent"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/tn5ppVjWtN8&amp;rel=1" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho incontrato “per caso”, in rete, un video riguardante il recente omicidio avvenuto a Orgosolo del sindacalista Peppino Marotto e dall'ammasso confuso del mio vissuto è sbucata fuori, inattesa, un'emozione. E ora mi ritrovo a fare i conti con un'identità che credevo perduta, o superata, e che in realtà avevo solo rimosso e in parte rinnegato, nell'illusione di poter correre nella vita senza zavorre e senza confini. Ho lasciato a cinque anni i cortili delle case coi muri sgretolati dei tanti paesi che ho attraversato nella prima parte della mia infanzia. Intuivo nei ricordi prudenti di mio padre e nei gesti contenuti di mia madre il sapore di un'isola in cui convivevano l'odio delle faide e la ricchezza umana e sociale di una comunità senza fronzoli, con i suoi silenzi mai vuoti e i suoi codici difficili da interpretare. Tutto ciò però non mi apparteneva, o io così credevo.&lt;br /&gt;Mi accompagnavano nella mia crescita un'altra terra, altri visi e altre storie. Gli scialli neri delle donne e le asprezze della gente della mia infanzia erano solo uno sfondo da sfumare, man mano che iniziavo a gustare altri orizzonti e il sogno di una libertà che sembrava potesse realizzarsi solo in un contesto meno denso di pathos, di fierezza e di severità. Sembrava, o io così credevo. Non mi appartenevano le veglie funebri con sos attitos, i figli sottomessi ai padri padroni, le donne coi baffi, le musiche con la fisarmonica e i movimenti controllati del ballo tondo. Credevo che nulla mi appartenesse di quel mondo al di là del mare, e credevo di potermi confondere con l' accento largo delle mie compagne di scuola. Qualcosa, però, mi rendeva confusamente diversa.......&lt;br /&gt;Dalla terra lontana arrivava ogni primavera mia zia che per l'occasione si toglieva il costume coi bottoni in filigrana e il corpetto di velluto e indossava un colorato abito a fiori alla “continentale”. E dalla terra lontana sentivo arrivare nella nostalgia di mia nonna il sapore del latte di capra e dei dolci di mandorle e  l'abbraccio di un paese raccolto intorno ai suoi morti, alle sue feste e alle sue piccole lotte quotidiane. Lei,mia nonna, trapiantata nella casa della figlia in quel posto straniero, aveva portato con sé i suoi abiti neri da vedova e la sua dolcezza senza abbracci. Nelle mie giornate di sole e di rapporti sociali “moderni” tutto questo continuava però a sembrarmi estraneo, e se ogni tanto qualcosa affiorava sotto forma di richiamo, o di spaesamento, lo ricacciavo in uno spazio indefinito per paura di doverlo accogliere e dovermi fermare a farmi domande. Il giorno in cui mio padre riportò la famiglia nel suo piccolo centro circondato dal mare mi sentii defraudata. Si spezzavano, nello spazio ristretto di un'isola che mi sembrava ripiegata su se stessa e senza vie di scampo, i miei progetti proiettati verso orizzonti più ampi. E da allora fu un continuo fuggire da tutto ciò che avrebbe potuto incatenarmi a quel posto. Sentivo le radici ingombranti come catene e inutili come lacci. Vivevo la mia non appartenenza come una specie di privilegio, in grado di offrirmi più opportunità di scelta. Attraversavo i luoghi della mia infanzia protetta dalla corazza di  un distacco solo ostentato, quasi fiera di non essere costretta, grazie al mio passato di lontananza, a mischiarmi alle persone e ai posti che non facevano parte del mio vissuto e che non volevo accogliere nella mia vita. E di nuovo quella sensazione di spaesamento, quel sentirsi fluttuare nell'assenza di punti di riferimento, quel vuoto da riempire. Nel mio andare lontano credevo di incontrare la terra promessa, un miraggio per me che mi ero messa in esilio volontario, ma toccavo la forza di radici che non mi appartenevano e con le quali non potevo integrarmi. Ho vagato per anni sospesa nella sensazione di non poter recuperare ciò che il mio passato aveva già consumato e di essere destinata a non far parte di nessuna identità, condannata per mia scelta a vivere nella terra di nessuno. Il mio limbo. Arrivare fin qui, fino all''accogliere con sorpresa e sollievo l'emozione trasmessa da un accento, da uno scialle nero e da un sentirsi in qualche modo parte di qualcosa è stato il mio viaggio, non ancora concluso. Non c'è più paura, ora, non c'è più rifiuto. C'è la riappropriazione di un universo finora negato che mi apre nuovi spazi, c'è la scoperta di radici che hanno perso la loro pesantezza e sono diventate leggere come ali. &lt;br /&gt;E grazie a queste ali non avrò più bisogno di elemosinare ospitalità, ma mi sentirò a casa ovunque.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1595238804842885648-5615874994233583763?l=inviaggioconvasundra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inviaggioconvasundra.blogspot.com/feeds/5615874994233583763/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1595238804842885648&amp;postID=5615874994233583763' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1595238804842885648/posts/default/5615874994233583763'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1595238804842885648/posts/default/5615874994233583763'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inviaggioconvasundra.blogspot.com/2008/02/radici-e-ali.html' title='alla ricerca delle radici perdute'/><author><name>masema</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14847809040800639830</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1595238804842885648.post-2345912886793113888</id><published>2008-02-11T23:27:00.000-08:00</published><updated>2008-02-14T07:36:32.608-08:00</updated><title type='text'>desideri...</title><content type='html'>Vorrei essere americana, per poter scegliere fra Hillary e Obama e non essere costretta a decidere fra Veltroni e Bertinotti o rimanere a torturarmi a casa.&lt;br /&gt;Ma gli Americani non hanno Grillo! Perchè non riusciamo mai a valorizzare le nostre risorse?!!?&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="355"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/h1986jyBRvo&amp;rel=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="wmode" value="transparent"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/h1986jyBRvo&amp;rel=1" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non credo che l'indignazione riservata alla scelta del 25 Aprile per celebrare con Grillo il V2 Day  sia del tutto produttiva. Ci si lamenta e ci si preoccupa  del fatto che i vertici di un partito cosiddetto democratico si siano “dimenticati” il riferimento ai valori della Resistenza, ci si allarma per gli enormi buchi neri nella memoria collettiva, soprattutto in quella dei giovani e allora ben venga anche questa provocazione, che se non altro svecchierà i soporiferi discorsi celebrativi che ci hanno accompagnato fino a questa deriva. Credo che chiamare tutti a una partecipazione non organizzata dalle segreterie di partito possa essere un modo efficace per mettere in moto delle energie tenute in stand by e tirar fuori anche dalla memoria più imbalsamata l'essenza di un messaggio di libertà alleggerito dal peso dell'ufficialità. Credo che, in fondo, non si debba temere di inquinare con la dissacrazione e l'ironia la pienezza e la forza degli avvenimenti e il loro significato. Non penso che si corra il rischio di confondere la gravità e lo spessore delle vicende legate al fascismo con la nullità delle nostre attuali miserie politiche. Si possono invece onorare il valore e l'insegnamento dell'antifascismo anche attraverso la critica feroce e urlata ai nostri piccoli rappresentanti che stanno a bagnomaria nel conformismo, spesso dimenticano il rispetto per i principi fondamentali della democrazia e utilizzano un linguaggio ingessato che scivola con fastidio sulla pelle delle persone senza toccarle. Sono convinta perciò che la scelta del giorno della Liberazione possa costituire un'opportunità. Verrà offerta a gran parte degli Italiani un' utile alternativa alle sterili tribune politiche, alle solite rivisitazioni e alle scontate tavole rotonde riservate agli esperti, per riflettere insieme anche sulla pericolosità di certi ritorni di fiamma, forse sottovalutati o elegantemente glissati da chi avrebbe invece avuto il dovere di indignarsi e di proteggere le conquiste democratiche così sofferte. Possono esserci varie strade per costruire, sulla base di un passato da custodire e da rivitalizzare, almeno l'illusione di un futuro meno grigio e nessuna deve arrogarsi la pretesa di essere la più corretta e la più moralmente accettabile. L'importante è continuare il viaggio non solo con la mente ma anche col cuore.  Del resto, meglio una memoria confusa che un'assenza di memoria. Dalla prima, almeno, si può sempre sperare di ripartire...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1595238804842885648-2345912886793113888?l=inviaggioconvasundra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inviaggioconvasundra.blogspot.com/feeds/2345912886793113888/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1595238804842885648&amp;postID=2345912886793113888' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1595238804842885648/posts/default/2345912886793113888'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1595238804842885648/posts/default/2345912886793113888'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inviaggioconvasundra.blogspot.com/2008/02/desideri.html' title='desideri...'/><author><name>masema</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14847809040800639830</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1595238804842885648.post-5984771730674939322</id><published>2008-02-09T11:58:00.000-08:00</published><updated>2008-02-13T00:16:47.976-08:00</updated><title type='text'>a proposito di stupidità</title><content type='html'>Che sta succedendo a Torino in attesa della Fiera del Libro?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C'é qualcuno che ha bisogno di guardare i colori delle bandiere nazionali e di rifugiarsi nella trappola delle ideologie per esprimere un giudizio sull'accettabilità di un artista. Io ho appena finito di leggere "Prove d'amore" e "Mele dal deserto" di Savyon Liebrecht, una scrittrice israeliana interessante, che mi ha regalato con la sua scrittura momenti molto intensi, parlando una lingua capace di accarezzare la testa e il cuore in modo leggero.&lt;br /&gt;Non capisco perchè la sua nazionalità dovrebbe condizionare negativamente il mio giudizio sulle sue opere! Ancor meno capisco perchè la sua nazionalità dovrebbe impedire a me di leggerla e a lei di raggiungermi. Capisco però che la sua sensibilità, il suo dolore e la sua profondità non possono che essere il riflesso di una delle tante anime di un popolo complesso, che non conosco e che non voglio giudicare sventolando slogan.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1595238804842885648-5984771730674939322?l=inviaggioconvasundra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inviaggioconvasundra.blogspot.com/feeds/5984771730674939322/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1595238804842885648&amp;postID=5984771730674939322' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1595238804842885648/posts/default/5984771730674939322'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1595238804842885648/posts/default/5984771730674939322'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inviaggioconvasundra.blogspot.com/2008/02/proposito-di-stupidit.html' title='a proposito di stupidità'/><author><name>masema</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14847809040800639830</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1595238804842885648.post-8316623444883369932</id><published>2007-11-01T12:43:00.001-07:00</published><updated>2008-02-08T13:24:26.735-08:00</updated><title type='text'>ritorno a casa 1</title><content type='html'>Tutto nasce dalla voglia di portarmi a casa un pezzetto dei miei viaggi e di portare nei miei viaggi un pezzetto di casa, senza ben capire dove stia il confine e se un confine esiste.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="355"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/FAe_bZGqU1g&amp;rel=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="wmode" value="transparent"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/FAe_bZGqU1g&amp;rel=1" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’abitudine a etichettare mi tiene compagnia durante il volo. Io sono da una parte, la viaggiatrice illuminata, la vagabonda dello spirito, gli altri di là, ingabbiati nella loro banalità, volgari nella loro ricerca godereccia del posto da consumare. Tutti vanno a Kovalam, la riviera romagnola dell’India.Una ragazza angelicata ostenta una vistosa sacca per lo yoga e giurerei che per lei si tratti soltanto di un’alternativa esotica alla palestra e non di un percorso dell’anima. Dal bagaglio di un quarantenne palestrato sbuca una racchetta da tennis e mi chiedo in quale albergo dovrà mai atterrare! Due ragazze anoressiche si scambiano illuminanti opinioni sui locali notturni indiani. Immagino che nella loro valigia non manchi lo slip al filo interdentale da esibire sulla spiaggia e che abbiano sbagliato destinazione, pensando forse di approdare a Ibiza! Più in fondo qualcuno informa i presenti di essere in “stand by”, scambiando la “mia” magica India per un parcheggio in cui scaricare lo stress e la noia! Incominciamo bene! Non doveva essere un viaggio all’insegna della demolizione dei miei vecchi schemi mentali? Il mio ego e il mio giudice interiore sembrano ringalluzzirsi ad alta quota e i buoni propositi di uscire dalla gabbia del conformismo galleggiano nel torpore di una digestione post pranzo di bordo finto vegetariano. La discesa è umida. L’aria dell’India mi avvolge per salutare il mio ritorno e io mi sento a casa. I grossi fiori rossi parlano di sole, così come il sudore appiccicoso che mi cola con rivoli di smog lungo la schiena. Tutto come sempre: l’assalto dei tassisti, la contrattazione pubblica, la materializzazione di gruppi di ascolto intorno alla pomposa vecchia Ambassador per seguire lo svolgersi della trattativa e scoprire chi si aggiudicherà la corsa. La privacy, qui, è un optional, un lusso non sempre disponibile. Può capitarti, all’uscita da un ristorante, di incappare in qualcuno che quasi ti strappa la ricevuta di mano per controllarne l’importo, o di dover condividere lo spazio di una cabina telefonica con un paio di orecchie spudoratamente attente alla tua conversazione. Farsi gli affari degli altri è un gesto accettato a livello sociale e può davvero essere un buon antidoto per l’insoddisfazione e la noia visto che i propri, di affari, non veleggiano nel mare della prosperità e ti lasciano tanto tempo libero! Penso con preoccupazione al giorno in cui dovessero introdursi sistemi in grado di preservare un minimo di riservatezza, almeno quella ipocrita di noi occidentali. Si rischierebbe di minare le basi di un’antica democrazia, milioni di persone potrebbero precipitare in una depressione collettiva! Perché togliere a un’immensa folla di nullafacenti coatti l’occasione per socializzare? Perché rubare loro gli spazi per il confronto e il controllo sociale e scipparli della soddisfazione di non sentirsi soli in una società così precaria? La città viaggia nel caos. Da un rikshaw spuntano la testa di un vitello e quelle di altri tre passeggeri e tutto appare normale. Qui lo spazio, così come il tempo, sembrano dilatarsi per accogliere chiunque voglia farne parte. Sui muretti che costeggiano la strada gruppi di uomini stanno accoccolati a chiacchierare per ore col bacino appoggiato sulle magrissime gambe piegate, nella posizione per loro tanto naturale e per noi causa certa di atroci dolori da contorsione. Il mio pensiero va ai vasi turchi e alla salutare ginnastica da equilibrista che mi aspetta per assolvere alle mie funzioni corporali, quando non saprò se maledire o rimpiangere la morbidità dei nostri water, accoglienti come poltrone e portatori di emorroidi. I suoni rotondi del malayalam mi accarezzano come onde musicali in un universo sconosciuto. Dai templi entrano ed escono senza sosta gruppi di pellegrini che vivono una spiritualità impregnata di gesti quotidiani, che mangiano all’ombra delle statue e le accarezzano col burro e le preghiere, parlano e cantano coi loro dei, contrattano coi visitatori e chiedono l’elemosina. Nella penombra risuonano i battiti delle mani per risvegliare l’attenzione delle divinità sorde e lo schiocco delle noci di cocco spezzate in onore di dei golosi. Le fioraie intrecciano per ore, sulle strade in cui s’aggirano cani ebbri di profumi, ghirlande di gelsomini e di rose e creano coi petali di campo ricami pazienti destinati a morire al tramonto. L’eternità dei riti cresciuti nel lento scorrere delle generazioni consacra la precarietà del presente, fra negozi in cui si celebra il trionfo del kitch e il festival della plastica. All’ombra di un grande Buddha rosa appeso fra scarpe, piattini per le offerte e collane di semi un bambino con gli occhi chiusi e in posizione yoga fa meditazione, nel suo spazio di silenzio.Il traffico della città si è arrestato davanti alla porta. E’ la stagione dei manghi in fiore.Ne cerco il profumo e mi metto in cammino.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1595238804842885648-8316623444883369932?l=inviaggioconvasundra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inviaggioconvasundra.blogspot.com/feeds/8316623444883369932/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1595238804842885648&amp;postID=8316623444883369932' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1595238804842885648/posts/default/8316623444883369932'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1595238804842885648/posts/default/8316623444883369932'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inviaggioconvasundra.blogspot.com/2007/11/ritorno-casa_01.html' title='ritorno a casa 1'/><author><name>masema</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14847809040800639830</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1595238804842885648.post-4085123048963653214</id><published>2007-11-01T12:23:00.000-07:00</published><updated>2008-02-22T07:38:19.082-08:00</updated><title type='text'>incroci</title><content type='html'>&lt;object width="425" height="355"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/y20Q444I9QU&amp;rel=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="wmode" value="transparent"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/y20Q444I9QU&amp;rel=1" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho sfiorato, in questo viaggio, l’oro e gli strappi di tanti sari.&lt;br /&gt;Ho respirato la potenza della Grande Madre Ganga, il fiume sacro che alimenta l’anima dell’India, nella vitalità, nella determinazione, nel dolore e nell’abbraccio di tutte le Vasundre che mi hanno messo un gelsomino tra i capelli.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1595238804842885648-4085123048963653214?l=inviaggioconvasundra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inviaggioconvasundra.blogspot.com/feeds/4085123048963653214/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1595238804842885648&amp;postID=4085123048963653214' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1595238804842885648/posts/default/4085123048963653214'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1595238804842885648/posts/default/4085123048963653214'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inviaggioconvasundra.blogspot.com/2007/11/incroci_01.html' title='incroci'/><author><name>masema</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14847809040800639830</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1595238804842885648.post-830462233327836414</id><published>2007-11-01T12:21:00.001-07:00</published><updated>2008-02-05T06:44:20.125-08:00</updated><title type='text'>la sposa bambina</title><content type='html'>La sua immagine per me è legata in modo indissolubile ai miei piedi e al suo tentativo di baciarmeli. Per dimostrarmi la sua gioia nel rivedermi si butta fino a terra per accarezzare le mie appendici che scoppiano di sudore e costringe le sue bambine a fare altrettanto, rischiando così un’intossicazione a causa degli effluvi che emanano dalle mie scarpe da ginnastica dopo una giornata di umidità indiana. Eh no, i piedi no! Non mi sono preparata per accettare simili atti di venerazione! Ingaggio una piccola lotta per impedirle di compiere un gesto per lei così naturale e per me così esagerato e leggo nei suoi occhi stupimento e delusione. Col mio rifiuto rispetto i dettami della mia formazione politico-sociale tanto impregnata di democrazia e mi sento eticamente a posto. I dettagli non contano, se si salvaguardano i principi! Non importa se impedisco a lei di sentirsi altrettanto rispettosa delle sue regole, e la privo della gioia di manifestarmi la sua devozione, il suo rispetto, la sua umiltà. Non importa se la costringo a comprimere nello spazio di un abbraccio un’emozione che ha bisogno di un gesto imparato fin da bambina per esprimersi nella sua pienezza, e la lego così a un debito di riconoscenza. Ho la presunzione di ritenere i miei schemi di comportamento più corretti e democratici di quelli della sua gente, e ho l’arroganza di imporli in un mondo di cui non conosco il codice, dove i concetti di dignità e rispetto, di umiliazione, uguaglianza e sottomissione si rapportano a un vissuto che parla un linguaggio per me incomprensibile. Non posso impedirle, però, di ornare ogni mattina i miei capelli con un fiore appena colto. Mi sento un pò come quei buoi agghindati per sfilare col carro nelle feste paesane, ma mi rispecchio nella soddisfazione dei suoi occhi e le sono grata per farmi sentire una regina. L’incontro con Vasundra mi apre le porte di un universo difficile da decifrare e da accettare, affascinante e terribile. Vasundra ufficialmente non esiste: come tutti i bambini del suo villaggio, così come era successo per i loro genitori e per i loro nonni, non è stata registrata all’anagrafe. Occupa un posto nella memoria collettiva di tutti quelli che l’hanno vista crescere nella pace lenta delle campagne e non si cura dello spazio lasciato vuoto negli archivi degli uffici, contenta di trovare diritto d’asilo fra le file di altre donne in coda agli sportelli delle banche dei poveri. Ha forse vent’anni, presume, e ricorda di essersi sposata da bambina. Mi mostra con orgoglio la foto del suo matrimonio e mi sembra una piccola principessa, col gelsomino nella treccia e un diadema di plastica lucente sulla fronte. E’ un pittoresco innesto di passato e futuro, di richiami ancestrali e miraggi consumistici, vissuti con la limpidità e l’inconsapevolezza di un bambino, calati nel suo presente di piccoli orizzonti quotidiani, liberi da ansie. E’ la gioia di camminare a piedi scalzi per continuare a sentire il contatto con la terra, incurante di escrementi e sputi che ingombrano la strada, e conservare nella pelle la voce dei campi assetati del suo villaggio ed è anche il tentativo di sacrificarsi dentro un paio di scarpe troppo grandi per lei. E’ il gusto di contrattare per un limone rinsecchito con il ritmo lento di chi vive le giornate in armonia col passaggio del sole e insieme il divertimento di armeggiare con un telefonino vecchio modello ricevuto in dono, in un gioco di velocità col tempo e con lo spazio. Mi racconta se stessa in un inglese creativo, modellato sul telugu dalla sua fantasia, imparato per intuito fra i panni da lavare nelle terrazze delle case acquistate dagli occidentali arrivati in vacanza spirituale nel suo paese. Nello spazio di un’ora mi regala col suo trasloco una lezione sulla leggerezza, riuscendo ad arrivare là dove nessun libro di filosofia zen era ancora riuscito a portarmi, oltre la mente, nel luogo del corpo e del cuore. In un giorno propizio per gli spostamenti, secondo il calendario hindu, si lascia alle spalle il buio di un corridoio che era tutta la sua casa, carica su un carretto le sue pentole d’alluminio e il televisore, regalo di nozze della madre, e si trasferisce in un nuovo appartamento. Anche qui mette in mostra i suoi tegami e continua a cucinare dentro un’unica pentola consumata dal riso. Anche qui, accovacciata per terra, continua a spargere le bucce delle patate sulle piastrelle della cucina, fra i quaderni e i libri delle sue bambine, sdraiate per terra a fare i compiti per lasciare il posto, sul tavolo di legno trasformato in altare, alle divinità profumate di ghirlande fresche e allietate ogni mattina dal suono delle campanelle. E’ a loro che lei affida la sua famiglia ed è a loro che riserva il posto d’onore. In un breve viaggio dal suo paese povero e polveroso verso il Kerala lussureggiante di frutti è costretta a vivere l’orgoglio e la fatica delle sue radici e a confrontarsi con la sua identità. Quasi messa alla porta in un pretenzioso alberghetto di città da un portiere attento a dettagli di casta per me indecifrabili, non si ribella e il suo sguardo parla di abitudine al rifiuto, di rassegnazione, di attesa. Superato l’ingresso, si lascia alle spalle l’attimo di esclusione e gioca con l’ascensore, con la sorpresa di un bambino che scopre un giocattolo sconosciuto. Esce poi dalla sua camera col gelsomino nella treccia e un paio di jeans, ricordo di qualche turista con la valigia troppo piena, e si tuffa negli odori del mercato dei fiori, ride e sorride, osserva, giudica e mi compra una rosa. Senza il suo sari sintetico ha perso la sua aria da piccola principessa orfana di fiabe, ma ha regalato agli angoli bui della sua infanzia di lavoro la spensieratezza della vacanza. Si porta addosso le coordinate del suo piccolo villaggio e con quelle delimita il mondo. La forma, il colore e la consistenza dei chicchi di riso fanno da spartiacque fra tutto ciò che per lei è patria e ciò che ne sta al di fuori. E’ convinta che l’India finisca con i confini del paese in cui vive e ne attraversa gli spazi sentendosi estranea alla sua stessa terra, in un intreccio di curiosità e nostalgia, di paura e di voglia di osare. Affacciata al finestrino del treno sembra volersi unire al respiro del mondo che scorre sotto i suoi occhi, mentre cerca con i piedi nudi la ruvidità delle zolle. Forse un giorno qualcuno dei suoi dei si accorgerà del profumo dei suoi fiori sul tavolo da cucina e ricambierà il suo sorriso.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1595238804842885648-830462233327836414?l=inviaggioconvasundra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inviaggioconvasundra.blogspot.com/feeds/830462233327836414/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1595238804842885648&amp;postID=830462233327836414' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1595238804842885648/posts/default/830462233327836414'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1595238804842885648/posts/default/830462233327836414'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inviaggioconvasundra.blogspot.com/2007/11/la-sposa-bambina.html' title='la sposa bambina'/><author><name>masema</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14847809040800639830</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1595238804842885648.post-6386753167481232009</id><published>2007-11-01T12:20:00.001-07:00</published><updated>2008-03-26T12:08:49.363-07:00</updated><title type='text'>la black lady</title><content type='html'>In un villaggio di polvere e di sterco, fra il ritmico battere sulle pietre dei panni da lavare e il sole che brucia le palme si affaccia a una porta il sorriso della black lady. E’ così che la chiama, a metà strada fra un’affettuosa ironia e un’accennata superiorità, la cugina dalle tonalità più sfumate. Sul suo viso un velo di polvere gialla tenta di spegnere l’intensità di cioccolato della sua pelle e l’impronta della sua casta. Ha diciotto anni, forse, e porta sulle spalle la fatica della sua condizione di nubile, che ha il colore troppo scuro della sua origine tribale e per questo paga il prezzo di una dote più pesante che non potrà mai conquistare. Penso ai miei pomeriggi inondati di sole alla ricerca di un’abbronzatura a rischio di melanoma, e a come i colori possano pennellare con sfumature di luce o di ombra i diversi orizzonti in cui si esprimono. Penso che una serata in pizzeria con gli amici corrisponde alla dote di una ragazza in attesa del matrimonio in una dimenticata comunità dell’India. Cerco di parare i miei sensi di colpa appellandomi al concetto del karma che anche i popoli devono scontare, e a tutti i bei discorsi sulla responabilità della propria situazione, sull’ipocrisia del buonismo, sulla pericolosità dell’assistenzialismo. Niente però dà un senso all’immagine di tutte quelle donne sfuggite con fatica alla pesante condizione di nubili per rinchiudersi nelle gabbie della violenza ubriaca di mariti senza dolcezza, riscattate agli occhi della società e umiliate nella loro intimità. Ho incontrato sui bordi delle strade le tagliatrici di pietre. Si consumano al sole e alle schegge di un lavoro duro come il granito sotto i colpi dei loro picconi e si trascinano a casa, la sera, attese da uomini assetati solo dei loro corpi sfiniti e delle poche rupie strappate al sudore, e destinate ad annegare nell’alcol. Lontano dalle vetrine delle città che parlano inglese e che non ricordano più i suoni del telugu o del tamil, è lo spirito dei villaggi a dettare le regole e a chiedere a ogni componente della comunità di rispettare i ruoli che nel tempo ne hanno garantito l’equilibrio e la sopravvivenza. Penso al sacrificio -non solo metaforico- di tante spose sugli altari dei loro mariti e non so se guardare con speranza o con preoccupazione alle insegne della coca cola, sempre più presenti nei paesaggi rurali. Qui, intanto, la nera signora aspetta il riscatto di un’altra prigione. Tra di noi soltanto un sorriso e una distanza che non posso e non voglio colmare. Vicino alla sua capanna pascola una capretta. Un vecchio uomo di cinquant’anni succhia con la bocca sdentata una caramella, con la golosità di un bambino alle giostre. Dentro, fra i piatti d’acciaio appoggiati a scolare sul pavimento di terra battuta e i poster di divi dai baffi corvini, una gallinella deposita le uova all’ombra di un piccolo altare colorato di dei. C’è un fresco di canne sul tetto. Fuori, il pomeriggio scoppia nel sole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LA VOCE DELLE VERGINI NERE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche Geeta ha la pelle scura, una madre dal sorriso vecchio e un padre ubriacone. Vive in un villaggio vicino alle cascate, dove donne fuori casta iniziano all’alba le loro giornate, in fila vicino alla pompa dell’unico pozzo che distribuisce acqua solo per un’ora al mattino. Davanti agli ingressi delle povere case, costruite col contributo del governo in un deserto di polvere, fiorisce la magia di piccoli orti ayurvedici, che i bambini innaffiano giocando. Geeta frequenta il college della vicina città. Esce ogni mattina dalla fatica di notti prive di intimità, pesanti dei respiri paterni che odorano di alcol di palma da quattro soldi e si prepara ad affrontare il confronto con chi esce dal riposo di notti serene. Nello specchio di plastica appeso in cucina si riflette tutto il suo mondo. L’altare per gli dei profuma d’incenso accanto al fornello appoggiato per terra, e una tenda davanti al letto allontana dal suo sonno almeno gli sguardi e protegge l’oro dei suoi sari, che le apre le porte delle aule universitarie. Geeta è grata all’amica ricca e generosa che le permette coi suoi regali di seta di adeguarsi alle regole dell’Istituto e di sottrarsi così all’ignoranza, e impedisce ai suoi sogni di fuga di abortire su un pavimento di terra. Lei non sogna, come fanno tutte le sue coetanee, il matrimonio. Non desidera infilarsi in un vicolo cieco che la risbatterebbe dietro una tenda a respirare l’odore delle palme. E’ grata al sorriso vecchio di sua madre che la porterà lontano da quella cucina. Vuol volare in Europa, piccola donna manager, e di fronte alla sua voglia di lasciarsi alle spalle un futuro già segnato non hanno voce i sensi di colpa che vorrebbero incatenarla alla sua terra e al suo destino. Non metterà a repentaglio i suoi anni di studio contesi al sonno per lavorare al riscatto di una comunità senza ali, finché lei stessa non le avrà trovate, le sue ali. e non si sarà riappacificata con i pozzi secchi della sua infanzia e con le elemosine eleganti della sua adolescenza. Forse la memoria dei ritmi lenti delle sue campagne si scontrerà, domani, con la frenesia di giornate consumate nell’ansia. Forse la sera rimpiangerà il colore dei tramonti sulle sue risaie e qualche notte il pensiero dello sgangherato rikshaw del padre renderà più freddi i pavimenti della sua nuova casa. Forse la sua pelle cercherà con nostalgia il contatto con la seta dei sari ricevuti in dono. Forse. Mentre sogna e costruisce sui libri presi in prestito il suo esilio e la sua rivincita, Geeta condivide con la sua comunità la sacralità dei riti, la monotonia del riso quotidiano, l’allegria delle giostre spinte a mano nei giorni di festa. C’è un posto speciale in cui ama andare. Ai bordi della risaia, sotto l’ombra di un tamarindo, si nasconde l’altare delle vergini nere, sette piccole dee scolpite nella pietra che aspettano i fiori e le preghiere degli intoccabili. Solo qui i fuori-casta dei villaggi vicini possono rivolgersi al sonno dei loro dei senza paura di sentirsi stranieri. Le leggi indiane hanno abolito da tempo le caste, è vero, ma qui le voci del cambiamento seguono il ritmo sonnolento dei carri di legno trascinati dai buoi dalle corna infiorate. Qui, fra la gente di Geeta lontana dalle vetrine di Bangalore e dalle spiagge consumate dai turisti, ci si continua a sentire intoccabili e a rispettarne le regole e il destino. Anche Geeta è nata intoccabile e anche lei si avvicina a piedi scalzi al suo altare campestre per offrire alle sue dee il suo canto d’amore e di sfida. Ha una voce potente che arriva da un passato di dolore e di attesa, percorre ogni fibra del suo corpo e riempie l’aria di brividi d’emozione. Io lascio che la musica delle parole incomprensibili occupi lo spazio della mia mente, attraversi la distanza fino alla divinità e mi accompagni alle soglie del silenzio.&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1595238804842885648-6386753167481232009?l=inviaggioconvasundra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inviaggioconvasundra.blogspot.com/feeds/6386753167481232009/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1595238804842885648&amp;postID=6386753167481232009' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1595238804842885648/posts/default/6386753167481232009'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1595238804842885648/posts/default/6386753167481232009'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inviaggioconvasundra.blogspot.com/2007/11/la-black-lady.html' title='la black lady'/><author><name>masema</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14847809040800639830</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1595238804842885648.post-9104075858629720481</id><published>2007-11-01T12:18:00.001-07:00</published><updated>2008-02-05T11:12:35.223-08:00</updated><title type='text'>l'attrice di strada</title><content type='html'>Madre natura sembra essersi distratta in quest’angolo di mondo, dove qualcuno dice che si aggiri il maggior numero di anime alla prima incarnazione. Sarà per questo carico che lungo le strade si trascinano i corpi incompleti di tanti mendicanti e che si sente nell’aria il peso di tale fatica. Qui si lotta ogni giorno per poter strappare un posto in prima fila in cui esibire le proprie deformità, e grazie ad esse intenerire o sconvolgere la coscienza dei passanti e così procurarsi il salario quotidiano. Lei emerge sulla folla col suo sari sbiadito e la sua prepotenza. A lei madre natura ha prestato attenzione, regalandole un aspetto da regina e denti perfetti. Il suo posto di lavoro è il pezzo di strada più affogato di pellegrini, il suo strumento gli occhietti cisposi di un bambino attaccato al suo collo. Ha un sorriso sfacciato, il corpo flessuoso e uno sguardo che fruga negli occhi. Mi chiede un litro di latte per il figlioletto affamato. Non sono più disposta a distribuire rupie per alimentare l’accattonaggio! Ho rimuginato per tanto tempo sui sensi di colpa che noi occidentali ci portiamo addosso insieme alla memoria delle nostre prepotenze e non credo che potremo saldare il conto cavandocela con un pò di elemosina! Rupie no, va bene, ma come negare il latte a un bimbo che ha fame? Entro nel negozio più vicino, guarda caso proprio all’angolo, e dopo aver compiuto il mio dovere mi allontano, in pace con la mia coscienza e con il mio passato colonialista. Mentre cerco di districarmi fra tutte le altre mani che chiedono e i moncherini che mi vengono agitati davanti agli occhi mi giro un attimo e vedo l’ondeggiare del suo sari sulla porta del negozio. La vedo uscire con un litro di latte in meno e una manciata di spiccioli in più. Sono combattuta fra la rabbia e l’ammirazione. Mi sento presa in giro e lascio che il mio ego si agiti e si senta ferito da una piccola truffatrice, ma insieme mi gusto la sua interpretazione nell’animato teatro di strada. Cresciuta fra la polvere e la sete di queste campagne non ha strumenti per fregare il destino e cambiare lo scenario della sua vita. Può solo recitare la parte che le è stata assegnata. Mette in atto da anni tutti i giorni la sua piccola rappresentazione con spettatori sempre diversi e con bambini presi in prestito, e chiede alla sorte di pagarle almeno il pedaggio. Più avanti la scena assume contorni più cupi e diventa tragedia. Non c’è spazio per la scelta delle parti e dei ruoli. Non si recita in questo pezzo di strada, dove il bastone di un poliziotto color cachi si abbatte su un mendicante che ingombra il passaggio con un rumore di legno secco e con la stessa noncuranza con cui ammacca la lamiera di un rikshaw per farlo spostare. Ci saranno davvero nei dintorni tante anime alla loro prima incarnazione? Mi giro verso l’albero dei desideri e chiedo allo spirito che lo abita di poter scoprire, il prossimo anno, di quale colore saranno gli occhi del bambino attaccato al collo della mia giovane attrice di strada.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:130%;color:#ff6666;"&gt;il tatuaggio&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al largo l'oceano di notte é un pulsare di luci. Domani le barche dei pescatori scodelleranno sui tavoli dei troppi ristoranti pesci esagerati, offerti come scalpi dai sorrisi di camerieri servili, e rifiutati dai clienti, che li immaginano gonfi dei corpi trascinati in acqua dallo tsunami. Il mattino quì a Varkala ha la grazia dello yoga. La spiaggia si sveglia con le pennellate di arancio, di giallo e di viola dei tappetini da meditazione rivolti ai colori dell'alba, e la nenia dei canti sacri s'intreccia con i suoni gutturali di chi si purifica ed espelle il catarro della notte. All'arrivo del sole il silenzio del raccoglimento e l'ascolto della voce del proprio corpo in preghiera lasciano il posto alle tinte chiassose di un mercato che si vende ogni giorno lungo i bordi della strada. Cammino fra il patchwork delle botteghe, passando dai banchi che espongono ametiste e turchesi ai piccoli laboratori dei piccoli sarti tibetani, capaci di confezionarti nello spazio di un inchino ciò che una sartoria italiana finirebbe in una settimana. Fra gli arabeschi di un tappeto appeso a far da tenda nell'ingresso di un negozietto si fa avanti una ragazza che mi invita a comprare. Mi faccio incantare dalle linee all'hennè che le incorniciano il mento, il naso e un lato della fronte e rendono ancora più indecifrabile l'oscurità dei suoi occhi. Le faccio i complimenti, con il distacco di una turista di passaggio che vuol mostrarsi educata e gentile verso il paese che la ospita. Non ho nessuna intenzione di rallentare la corsa delle mie vacanze per fermarmi a raccogliere frammenti di vite che non mi appartengono. Ancora una volta però l'emozione di una storia mi costringe a fare una sosta, ad attraversare la distanza che mi rende straniera a questa terra e a sfiorarne almeno il mistero. Ancora una volta sono costretta ad andare oltre la merce che questa terra espone nelle sue bancarelle di colori e luccichii di specchietti, ad amarla per la bellezza che trattiene anche nel dolore e a rispettarla anche per tutto quello che non posso capire. Nel villaggio della ragazza le donne ricamano da sempre sulle trame dei tappeti i simboli della loro storia. Lì le mamme tessono come Parche il destino delle proprie figlie con oscuri ricami sulla trama dei loro visi, per rendere visibili l'orgoglio di un'appartenenza e le tracce di un passato da custodire. Le bambine crescono portandosi sulla pelle l'indelebilità di segni che parlano di identità tribale e che le mettono al riparo di una comunità dentro i cui confini si sentono riconosciute e accettate. Ora dentro quel villaggio sono arrivati i richiami e le voci di un villaggio più grande che ne sta sradicando le barriere protettive. Le bambine diventate donne si caricano sulle spalle i tappeti tessuti coi colori delle loro campagne e li portano lontano, sulle spiagge attraversate da passaggi stranieri, costrette a confrontarsi con altri visi e altri vissuti. Ciò che prima parlava di fierezza e le legava alla trama di un passato comune ora pesa come una catena e brucia come un marchio. La ragazza vorrebbe strappare le linee incise sul suo volto, segni di un codice che non vuole o non sa più decifrare, vorrebbe strapparsi di dosso l'ipoteca di un futuro intrappolato in un disegno e cresciuto sulla sua pelle a sua insaputa. Non s'incrociano, i suoi ricami, coi ricami che fioriscono sui corpi abbronzati dei giovani rasta e che parlano di avventure da ricordare e di passioni da raccontare. La informo che ora esiste una tecnica per cancellare i tatuaggi. Mi sorride, ma soltanto con le labbra. Sa che nessuno potrà mai cancellare i suoi tatuaggi, perchè nessuno potrà mai cancellare la sua storia. Oscilla fra l'amore per un passato che le appartiene e il desiderio di un futuro che non può scegliere. Mi sembra di vivere in una fiaba senza fate e senza magia. Sulla spiaggia intanto tre donne entrano in acqua coi loro sari e quando escono si rotolano nella sabbia felici come bambine delle elementari in gita scolastica. Due capelloni quarantenni con infradito e sarong posano sullo sfondo dell'oceano per la foto ricordo insieme alla venditrice di noci di cocco. Più avanti una coppietta di fidanzatini si tiene per mano e si sorride, aspettando che l'onda li copra. Anche loro sono vestiti, ma lei indossa un paio di jeans. Ha lasciato alla memoria della madre il lungo rito per fasciarsi ogni mattina nella seta del sari, sospesa in uno spazio che la sua generazione avrà il compito di modellare. Forse ha fatto il primo passo verso una maggiore libertà, avvicinandosi ai modelli che arrivano coi voli charter da oltre oceano e spediscono cartoline coi visi tatuati delle bellezze locali, forse dovrà aver cura di proteggere l'immagine di quei sari che si gonfiano d'acqua, e la gioia del contatto con la sabbia, e lo sguardo incantato delle famigliole in piedi davanti all'oceano a godere il tramonto del sole. Al largo passa un gioco di delfini. Con un battito di ciglia lascio la scogliera e mi creo altre pagine di realtà.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1595238804842885648-9104075858629720481?l=inviaggioconvasundra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inviaggioconvasundra.blogspot.com/feeds/9104075858629720481/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1595238804842885648&amp;postID=9104075858629720481' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1595238804842885648/posts/default/9104075858629720481'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1595238804842885648/posts/default/9104075858629720481'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inviaggioconvasundra.blogspot.com/2007/11/lattrice-di-strada.html' title='l&apos;attrice di strada'/><author><name>masema</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14847809040800639830</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1595238804842885648.post-7708312060200143350</id><published>2007-11-01T12:11:00.000-07:00</published><updated>2008-02-05T07:09:49.017-08:00</updated><title type='text'>la massaggiatrice</title><content type='html'>Anch’io approdo nella Rimini del Kerala, forse per farmi un pò di male. Per arrivarci tutti i miei cinque sensi s’immergono dentro cunicoli di stradine soffocate da negozietti e da immondizia, mucche e gioiellerie, venditori d’ambra e raccoglitrici di sterco secco di vacca. Kovalam è una follia turistica. Sullo sfondo di una larga spiaggia bianca è un accatastarsi, fra venditrici di manghi e papaye, di corpi abbronzati, di pronipoti di figli dei fiori e cinquantenni frustrati reduci del ‘68- quelli della mia generazione - , di profumi di erbe ayurvediche e ragazze del Karnataka sulla porta delle loro botteghe, colorate di tappeti e specchietti. Il sole picchia di brutto. I miei capelli hanno già preso la strada dell’anarchia. Fra una palma e un aroma di cocco, le bandierine della preghiera esposte al vento dai Tibetani in esilio e il risuonare dei tamburi dal tempio di Shiva arrivano i richiami in romagnolo, in veneziano, in romanesco. Italiani prezzemolo del mondo! Che ci faccio qui? Per consolarmi decido di affidare il mio corpo alle delizie di un massaggio. Il tavolo di legno è impregnato d’olio, le mani della massaggiatrice sono due fasci d’acciaio e io, scivolosa come un’anguilla, temo di prendere il volo e schizzare fuori della finestra. In un angolo della stanza un incenso vuol creare un’ illusione di raccoglimento, ma i miei muscoli non rispondono e stanno sulla difensiva. Mi sento in un posto sbagliato. La ragazza è brava, e impasta e picchietta e unge con impegno. Lavora alle dipendenze di un medico ayurvedico, in questo piccolo impero della salute alternativa, e ogni giorno si rompe ogni fibra del corpo in cambio di una manciata di rupie. In fondo si considera fortunata. Vive a Kovalam, ma nell’altra Kovalam, quella dei pescatori e della sabbia scura. Oltre gli ombrelloni e i ristoranti e le sfilate di parei si stende un’altra spiaggia, si rincorrono altri richiami. I bambini sguazzano felici nell’acqua degli scarichi, le donne fanno asciugare i loro sari sui fili stesi fra una tomba e l’altra del piccolo cimitero che vive in mezzo alle casupole, e la puzza di pesce e di cacca entra in ogni angolo di pelle. Sheila ogni sera lascia il suo camice bianco appeso a un chiodo e torna in mezzo alla sua gente. E’ avida di notizie sul mondo che sta al di là dell’oceano, e che per lei ha il volto delle turiste sedute a sorseggiare l’aperitivo ai tavoli dei ristoranti. Si divide fra le due sponde. Non sa se desidera entrare, magari dalla porta di servizio, nelle case di quelle turiste per afferrare almeno un pò del loro benessere, oppure continuare a rifugiarsi, ad ogni tramonto, nella sicurezza della sua spiaggia, intorno alla luce di un fuoco e ai racconti di mare e di pesci invenduti. Mi viene la nostalgia di un sari viola e del silenzio della mia piccola vecchia massaggiatrice, lasciata anni fa in una clinica ayurvedica non ancora contaminata dal turismo del benessere. Aveva negli occhi, nelle spalle e nel respiro strappato all’asma i segni di una vita dedicata a un’arte magica. Sapeva che l’energia sottile delle erbe e degli oli profumati può andare oltre la superficie della pelle e raggiungere quelle parti nascoste in cui si annidano paure e malattie. Sapeva che il suo silenzio avrebbe creato nella sua mente uno spazio sacro per il raccoglimento e che le sue mani avrebbero così trasmesso al mio corpo e alla mia anima la sua pace. Esco dalla stanza affumicata da un inutile incenso col corpo appiccicoso e la mente intasata. Sulla spiaggia dei pescatori il tramonto è una colata di zafferano che illumina il minareto della moschea e la croce del campanile. Cattolici e musulmani convivono nello stesso villaggio. Peccato che in mezzo, nella striscia di nessuno, una camionetta di militari presidi sempre la zona. Lascio Kovalam senza rimpianti. A bordo del rikshaw che si è aggiudicata la corsa, e fra uno slalom e l’altro dentro lo strombazzare dello smog, mi sembra di attraversare il caos di un set cinematografico, sulla scia dell’andatura solenne di un elefante provvisto di catarifrangente sulla coda. L’occhio e il ritmo del cuore devono ancora abituarsi alla disinvoltura della guida a sinistra, che mi fa pensare all’ostinazione di aspiranti suicidi, alla follia fredda dei kamikaze e, nella più dolce delle immagini, a una corsa a occhi chiusi verso un destino già segnato, di fronte al quale è inutile - da bravi induisti - indietreggiare. Mi sembra di sfiorare la morte a ogni giro di ruota. Mi sembra anche che l’induismo non c’entri e che le mie zavorre mentali appesantiscano i passi del mio andare. Dopo qualche chilometro mi affido anch’io al fato e finalmente mi gusto la leggerezza del presente.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1595238804842885648-7708312060200143350?l=inviaggioconvasundra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inviaggioconvasundra.blogspot.com/feeds/7708312060200143350/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1595238804842885648&amp;postID=7708312060200143350' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1595238804842885648/posts/default/7708312060200143350'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1595238804842885648/posts/default/7708312060200143350'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inviaggioconvasundra.blogspot.com/2007/11/il-tatuaggio.html' title='la massaggiatrice'/><author><name>masema</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14847809040800639830</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1595238804842885648.post-3944788448199869308</id><published>2007-11-01T12:08:00.001-07:00</published><updated>2008-02-05T07:23:58.556-08:00</updated><title type='text'>la signora della cucina</title><content type='html'>Nandini indossa in casa un abito coi volants che farebbe inorridire qualunque ragazza occidentale, ma che a me ricorda la morbidezza di nonne avvolte nella flanella rosa e celeste di lunghe camicie da notte. Si alza all’alba, quando i richiami del muezzin dal minareto della vicina moschea s’incontrano con l’eco delle prime preghiere proveniente dal tempio indù e con lo sferragliare del treno che attraversa il suo quartiere. Porge il suo saluto alle divinità ospitate in un angolo riparato della casa e inizia così la sua giornata senza scosse, già suddivisa in scansioni sempre uguali. Sparisce ogni mattina nel silenzio della cucina, assorbita dai profumi di cannella e cardamomo, e ne riemerge dopo ore con un sorriso, offrendomi i suoi piatti piccanti sulle foglie di banano. Il mio stupore nell’osservare la folta peluria di baffi e basette che le oscura il viso si stempera di fronte al pugno inferto alla flora batterica del mio stomaco dalle spezie assassine e davanti alla grazia dei suoi movimenti. Traballano i miei canoni estetici, cristallizzati sull’immagine di pelli levigate e rigorosamente depilate. Come tutte le donne indiane anche lei indossa collane, orecchini, bracciali e anelli d’oro. Ho portato con me per offrirglieli un paio di orecchini made in Italy. Sono semplici e lineari, adatti - secondo i miei canoni estetici - a qualunque situazione e a ogni latitudine, ma il mio gesto sembra suscitare in lei stupore e imbarazzo. Il mio regalo non rispetta i criteri stilistici con cui si scelgono i gioielli femminili e forse lei non trova il coraggio o non sente la necessità di infrangere un modello che ritiene inderogabile. Tutto finisce così nel buio di un cassetto che presto si richiude, a eterna memoria del dono inutilizzabile di un’ospite straniera. Possibile che un articolo di tal classe faccia la fine di tanta paccottiglia regalatami per il mio matrimonio? Prevedo un bell’allenamento per il mio ego! Mi cullo nell’illusione che Nandini, al riparo da occhi indagatori, si guardi allo specchio e si sorrida nei suoi nuovi orecchini, così come facevo io da bambina, quando mi provavo di nascosto le scarpe coi tacchi alti di mia madre e mi sentivo bella e diversa, e temevo e speravo che qualcuno mi scoprisse. Mi appaiono in un flash le donne del Kuwait incrociate in aeroporto, chiuse nei loro lunghi abiti neri da cui spuntano occhi vigili e sprazzi di jeans. Percorrono con passo sicuro sui loro tacchi alti i marmi delle sale d’attesa, le mani intente a digitare sui telefonini ultimo modello. Non so se il loro sguardo proteso verso l’occidente stia liberando la donna compressa dentro il chador o se ne stia solo cambiando il colore delle sbarre. Non so se il cassetto che custodisce i miei orecchini conservi anche curiosità represse e paura di cambiare per non sconvolgere un ordine codificato che garantisce stabilità, oppure rappresenti un sereno appagamento di quello che è. Per recarsi al lavoro Nandini si nasconde dentro le pieghe scure dei suoi sari e io non riesco a capacitarmi per questa sua scelta. Potrebbe ubriacarsi di luce, avvolgersi il corpo nelle esplosioni del giallo e dell’arancio che accendono le sete indiane e invece si mortifica nella penombra delle tonalità più spente. Le sue ore scivolano lente al riparo di una scrivania in una banca senza pretese e senza mensa e nell’intervallo del pranzo mangia riso e banane, chapati e dhal che profumano ancora delle spezie della sua cucina. L’aspetta al suo ritorno a casa la sicurezza di serate tutte uguali, scandite dai capricci e dai canti del figlio che a scuola frequenta un corso di musica, e garantite dall’affidabilità del marito, appartenente alla sua stessa casta e sposato col conforto dell’oroscopo e con la benedizione delle loro due famiglie. Tutto in ordine, tutto a posto, ogni tassello nella casella giusta. Lei chiede con gli occhi il consenso di Manoha per ogni minima scelta, lui non le sfiora nemmeno le mani ma le offre il suo tempo, il suo appoggio e la sua approvazione. Non so se lo sguardo docile di Nandini sia solo passiva accettazione di uno stato conosciuto da sempre e mai messo in discussione, oppure sia il riflesso di un’armonia interiore che si appaga delle piccole cose del proprio universo familiare. I suoceri vivono in campagna, in una casa immersa tra gli alberi del pepe e i manghi in fiore. Sulla porta di legno una figurina con le mani giunte occupa il posto dei nostri “welcome”. Namastè. Che il mio cuore si unisca col tuo. Mi accolgono con il calore di chi vede nell’ospite un dio e preparano in mio onore il pasto caratteristico della loro regione. Nandini è già pronta, perfetta nel suo ruolo di nuora. Si sfila il sari e s’infila nell’abito coi volants. Sparisce in cucina, aspetta insieme alle altre donne della famiglia che gli ospiti, gli anziani e i bambini finiscano di mangiare e infine si siede a tavola, rispettando anche qui lo stesso ordine che si segue nella sua casa di città. C’è pace. Sembra che ogni cosa abbia trovato la sua giusta collocazione. Sospendo il giudizio e mi godo la serenità di questo pomeriggio fatto di niente. Guardo Nandini e i volants della sua flanella e di fronte alla sua quietezza si smorzano le mie ansie di cambiamento, la mia frenesia senza riposo, le mie corse per ingannare l’attesa. Qui, negli occhi bassi di Nandini , riposa per un pò la mia inquietudine. Il giorno della mia partenza per la prima volta si siede a tavola con noi. L’ordine è stato stravolto!Cerco con un pò di apprensione di frugare nel suo sguardo e vi ritrovo l’armonia di un mosaico in cui ogni tessera continua ad essere al suo posto, senza strappi e senza rinunce. Adesso so che indosserà i miei orecchini, magari per gioco, ma che deciderà lei quando aprire quel cassetto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1595238804842885648-3944788448199869308?l=inviaggioconvasundra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inviaggioconvasundra.blogspot.com/feeds/3944788448199869308/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1595238804842885648&amp;postID=3944788448199869308' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1595238804842885648/posts/default/3944788448199869308'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1595238804842885648/posts/default/3944788448199869308'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inviaggioconvasundra.blogspot.com/2007/11/la-signora-della-cucina.html' title='la signora della cucina'/><author><name>masema</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14847809040800639830</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1595238804842885648.post-8410905722958596439</id><published>2007-11-01T12:06:00.001-07:00</published><updated>2008-02-05T07:31:29.666-08:00</updated><title type='text'>in moto col sari</title><content type='html'>Il sorriso di Shoba mi aspetta davanti alla porta della sua villetta, vicino al sacro alberello di tulsi e all’altarino che ha ospitato le ceneri della suocera. Ha un sari coi bordi d’oro e un’eleganza nei movimenti che m’intimidisce. La svasatura dei miei pantaloni e lo strecht della mia maglietta non reggono il confronto. Mi sento un pò sgraziata, impacciata e sudata in maniera indecente, più per l’imbarazzo che per il caldo. Lei è asciutta, non so se grazie a una termoregolazione più equilibrata, o a un più equilibrato controllo delle sue emozioni! Nel fresco dell’ingresso mi sorride l’immagine bionda di Gesù, fra i legni intarsiati del salotto la lunga proboscide di Ganesha. Un lumicino elettrico perennemente acceso accompagna il riposo del padre, accanto al televisore a colori, a una statua in gesso di Shiva-suonatore di flauto e alla grande figura in ferro di un guerriero. Vicino al computer, grazie al quale Shoba segue un corso per ottenere un diploma da insegnante, e così lasciare il più redditizio impiego in banca, scivola in silenzio il sari bianco da vedova della madre. In questa bella casa da media borghesia convivono senza conflitti e competizioni due generazioni di donne. Lontane per istruzione e scelte di vita, vicine per il legame ombelicale che le vincola all’anima della stessa terra e che si esprime con un rispetto non di facciata per ciò che conta.H anno attraversato pezzi di storia diversi, una lottando per conquistare il diritto di esistere, pur essendo nata femmina, l’altra lottando per conquistare il diritto di esistere con dignità, in quanto persona. Sullo sfondo dei loro vissuti si muove un paese ricco di immobilità e di energia, di poesia e di brutture. Qui la sovrabbondanza di colori e di profumi riempie e inganna gli spazi vuoti della povertà e della fatica, il trascinarsi sull’asfalto di corpi deformi trova rifugio nei cortili delle case hindù e nei piatti di cibo offerti con compassione, il distacco delle divinità dalle sofferenze umane si accorcia quando gli dei scendono sulla terra e danzano con i loro fedeli. I vecchi abbandonati sulle cunette sono soltanto una faccia di queste strade, quella che provoca l’indignazione della mia società piena di ospizi. L’altra faccia s’illumina all’interno delle case, dove gli anziani vengono serviti a tavola insieme agli ospiti e ai bambini, prima dei padroni di casa, dove hanno il privilegio di dar inizio al nuovo anno secondo il rito hindu, preparando l’altare domestico con riso, incenso e monete di buon augurio, dove insegnano ai nipoti il silenzio e le preghiere. Shoba è consapevole dei cambiamenti che le ruotano intorno e che entrano nella sua casa senza stravolgerne le fondamenta. Il suo matrimonio non è nato da un incontro fra genitori, né da un incontro fra annunci sui giornali. Lei si è sposata per amore. Ha conosciuto Niran all’Università e non si è fermata di fronte alla differenza fra le loro caste. Anche i suoceri hanno rispettato la loro scelta e non hanno richiesto alla sposa, come si usa in questi casi per pareggiare una “perdita”, una dote più pesante. Shoba celebra ogni mattina i riti che ha imparato da bambina. Offre ai suoi dei fiori e frutta fresca, li saluta appoggiandosi alla fronte la polvere rossa benedetta nel tempio ed esce per andare al lavoro. Nelle sue dita brilla, fra l’oro degli anelli comprati dopo lunghe sedute davanti ai banchi delle oreficerie, lo smalto indaco dell’anello made in Italy che le ho regalato. Guida la moto e si destreggia con disinvoltura fra il traffico e le pieghe del suo sari. Mi accompagna in un negozio di articoli musicali, per consigliarmi nella scelta di un sitar da regalare. Al ritorno sono pronta a pagare la cifra richiestami dal guidatore di rikshaw, ma lei interviene e con decisione lo rimprovera per aver triplicato la tariffa. E’ il solito problema, i turisti sono visti come polli da spennare! Giocano in questi casi i confusi sensi di colpa che ci portiamo dietro dai nostri paesi più ricchi e la spudorata bravura degli Indiani nell’evocare bimbi in attesa del cibo e catastrofi familiari. Il turista può reagire aprendo il suo cuore e il suo portafoglio e sentendosi gonfio di bontà, commosso al pensiero che grazie al suo gesto il mondo d’ora in poi sarà più bello, oppure può offendersi e, considerandosi truffato, ingaggiare una lotta arrabbiata col rivale di turno. In Shoba non c’è, è chiaro, nessuna di queste emozioni; c’è solo la voglia di rispettare le regole e di salvaguardare la dignità di entrambe le parti. Su quel rikshaw mi tolgo, grazie a lei, qualche “ismo” dalle tasche. La sera, nella sua villetta alla periferia della città, c’è sempre un buon odore di spezie. La mamma continua ad accogliermi col suo impossibile malayalam, e non so come spiegarle che proprio non lo capisco. Di fronte al mio silenzio, si porta la mano destra alla bocca per chiedermi se ho fame e se voglio mangiare. Mi sento accudita come un bambino. La ringrazio col sorriso. Lei, rassicurata, riprende il suo posto in salotto e segue con gli occhi incantati la telenovela indiana, a base di balletti e lacrime di passione. Shoba è seduta al computer. Chatta col marito lontano per lavoro e prosegue nei suoi studi umanistici. La guardo, ha gli occhi molto belli. Mi guardo i piedi, che il sole dell’India ha gonfiato come pagnotte. Neanche la mancanza di carta igienica, un lusso per sederi stranieri, e dei miei morbidi asciugamani di spugna mi impedirà di godermi la durezza del letto di legno e lo sferragliare del ventilatore sulla testa. Domani, lo giuro, mi metterò il kajhal.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1595238804842885648-8410905722958596439?l=inviaggioconvasundra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inviaggioconvasundra.blogspot.com/feeds/8410905722958596439/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1595238804842885648&amp;postID=8410905722958596439' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1595238804842885648/posts/default/8410905722958596439'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1595238804842885648/posts/default/8410905722958596439'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inviaggioconvasundra.blogspot.com/2007/11/in-moto-col-sari.html' title='in moto col sari'/><author><name>masema</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14847809040800639830</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1595238804842885648.post-6802786817533702323</id><published>2007-11-01T12:03:00.000-07:00</published><updated>2008-02-05T07:35:21.822-08:00</updated><title type='text'>la moglie del pellegrino</title><content type='html'>Si muovono a gruppi, macchie di scuro che riempiono le strade. Sono tutti magrissimi, col petto ricoperto di collane della preghiera sulla pelle e come unico indumento un dothi nero. Sulla fronte strisce di polvere bianca, rossa e giallo zafferano. Sono i pellegrini di Aiappa, l’incarnazione di Vishnu, che lasciano i loro villaggi e le loro cittàper raggiungere i luoghi sacri e adempiere a qualche promessa o chiedere qualche regalo al loro dio. Non vedo sorrisi femminili fra le teste di capelli corvini che si affacciano ai finestrini dei pullman senza vetri, addobbati come altari durante le processioni. Vedo solo tanti denti che ridono, e la gioia di ragazzini in gita, e la disinvoltura di evacuazioni corporali fatte in gruppo, ai bordi delle strade. Il privilegio delle donne di far parte delle schiere di devoti finisce alle soglie dei dieci anni, quando le bambine perdono la loro purezza, macchiata dal sangue delle mestruazioni, e ricomincia alle soglie della vecchiaia, quando la fine dell’età feconda svuota e purifica il loro corpo. Ma Prja ha il suo Swami, il suo Signore in casa, il suo Maestro, e vive di riflesso l’emozione e l’orgoglio del pellegrinaggio che il marito compirà fra quarantun giorni, che durerà una settimana e peserà di quattromila rupie sulla precarietà della famiglia. I sacrifici diventano leggeri se affrontati con devozione. Per non turbare il cammino dello sposo verso la comunione con il divino, e aiutarlo a rispettare le regole imposte da un rituale molto rigido, non esita a sparire nei suoi cinque giorni di sangue fra le capanne del suo villaggio d’origine, nascondendosi così non solo al contatto ma anche alla vista del marito e di qualunque altro Swami. Anche Sashi, come tutti gli altri pellegrini, passerà le sue serate e le sue notti nel tempio del paese, per rientrare l’indomani nella sua casa dove sarà esentato dai lavori faticosi e servito dalle donne della famiglia. Sono guidata a toccare con mano cosa significhi vivere la sacralità del corpo che ospita la divinità e per questo onorarlo e venerarlo al di là di ogni apparenza. Faccio davvero una gran fatica. Guardo a questo rito di iniziazione hindu con gli occhi ignoranti di un’estranea, attraverso la crosta di cinismo e il distacco dell’ironia che spesso mi fanno da stampelle nelle situazioni più a rischio per le mie certezze. Il viaggio di purificazione richiede sobrietà, austerità, autocontrollo e mi riesce difficile pensare in che modo Sashi possa condurre una vita più sobria o più austera di quella di tutti i giorni, all’insegna di piatti di riso a pranzo e a cena, di totale assenza di svaghi e di panni sporchi da lavare come alternativa alla fame. Penso che i quarantun giorni di penitenza non rappresentino poi per lui un grande sconvolgimento e che forse una settimana con gli amici sulle strade sconosciute dell’India possa ritemprare il suo spirito più di una mortificazione. Prja lo accompagnerà col pensiero e anche col sonno: facendo i turni con la suocera dovrà infatti assicurarsi che la candela dell’altare domestico rimanga sempre accesa, per evitare che spegnendosi possa essere di cattivo augurio. Si sente onorata per la presenza di uno Swami nella sua casa e fiera di esserne la moglie. Abbandono le mie stampelle. Non so cosa significhi devozione, dedizione, fede. Non vedo più una donna che si sfianca e si sacrifica. Vedo soltanto la gioia dei suoi occhi adoranti nell’incrociare un pullman carico di rumorosi uomini in nero e so che nessuna analisi di tipo pseudo-socio-antropologico potrà annebbiare quella gioia. Dopo il solstizio d’inverno, il giorno in cui tutti i pellegrini si riuniranno nel luogo sacro per salutare il sole che spunta da dietro una collina, Prja potrà di nuovo toccare il cibo del marito, potrà di nuovo dormire con lui e lasciare che la lampada si spenga, fino alla prossima promessa, al prossimo viaggio verso la divinità. Le rimarranno i lavori faticosi da fare, come punto d’unione fra i due periodi, a ricordarle che è una donna e che è viva.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1595238804842885648-6802786817533702323?l=inviaggioconvasundra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inviaggioconvasundra.blogspot.com/feeds/6802786817533702323/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1595238804842885648&amp;postID=6802786817533702323' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1595238804842885648/posts/default/6802786817533702323'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1595238804842885648/posts/default/6802786817533702323'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inviaggioconvasundra.blogspot.com/2007/11/la-moglie-del-pellegrino.html' title='la moglie del pellegrino'/><author><name>masema</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14847809040800639830</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1595238804842885648.post-1424690460420369693</id><published>2007-11-01T11:58:00.001-07:00</published><updated>2008-02-05T07:43:50.566-08:00</updated><title type='text'>la moglie del baba</title><content type='html'>Mi accoglie come se mi avesse sempre conosciuta e in un attimo dimentico le peripezie affrontate per raggiungerla, in balia di un autista di rikshaw che, pur di non perdersi la corsa, fa finta di conoscere il posto in cui vorrei arrivare. Dopo vari chilometri, come spesso succede, si ferma, mi chiede dove voglio andare e alla mia risposta mi guarda con gli occhi a forma di punto interrogativo, assicurandomi che “no problem”, lui sa bene come arrivarci. Con la massima disinvoltura rimette in funzione il finto tachimetro e imbocca a caso decine di incroci, sicuro che alla fine riuscirà a scodellare le mie natiche frollate nel posto desiderato. Christine vive in un ashram coi vialetti di sterco secco di vacca e centinaia di piante preziose. Ha i capelli legati, d’un bianco precoce, che le regala il privilegio di mettersi al riparo dalle pesanti attenzioni maschili. L’accenno veloce agli appetiti sessuali degli Indiani continua ad allargare quel piccolo squarcio che si sta sempre più aprendo nella concezione mistico-romantica che mi ostino a imporre a questo paese. Ci stanno però pensando i suoi abitanti a demolire la mia poesia, con i loro sputi rossi di betel, i loro sorrisi azionati dalla prospettiva di un guadagno, i loro anelli con l’immagine della dirigente politica di turno incastonata fra finti brillanti, i senza casa che si arredano un appartamento nei sottoscala, i ristoranti vuoti in cui devi aspettare per ore che ti servano il pranzo, i bambini che sui treni cantano sbattendo due sassi come nacchere, i treni che sembrano vagoni per deportati ai campi di concentramento, e la puzza di cacca che ti entra dappertutto!Christine è pacata, conosce la gente che percorre questi villaggi ed in parte è una di loro. Ha fatto fiorire nelle povere case giardini di erbe mediche, ha parlato alle donne intoccabili della magia della loro terra, che produce piante utili per la salute e l’alimentazione, e le ha guidate nella creazione di piccole imprese autogestite, parlando con la loro lingua e i loro affanni. Sullo sfondo gli uomini, i mariti alcolizzati, che riempiono gli spazi dell’ozio e della disperazione con una botta al cervello. Lei sa che nella parte più profonda di ogni donna, quella che nutre l’amore per la vita, che è madre e custode della natura, si trova il segreto per strappare all’oblio e alla distruzione la potenza delle erbe ayurvediche. Sa anche che per entrare in contatto con quella parte deve attraversare le barriere della diffidenza e della stanchezza, in un posto dove manca l’essenziale e dove ogni giorno è lotta per la sopravvivenza. Sa che deve lei stessa scavarsi dentro, toccare il proprio vissuto e le proprie paure e mettersi in gioco totalmente. Non si è portata con sè, dal mondo della sua infanzia e dei suoi studi universitari, paraocchi e comodità. E’ qui, e qui vive, in un incredibile innesto fra oriente e occidente. E’ la moglie di un baba, un guru autoritario e goliardico che è, a sua volta, uno straordinario impasto di spiritualità e gusto mediatico. Lui è un santone itinerante, che percorre con la sua moto migliaia di chilometri lungo le strade indiane, ritenendo che “sia necessario viaggiare e che solo dopo aver visto tutto ci si può fermare in un posto”. Adora la televisione e il fumo in tutte le sue varianti, conosce venti lingue indiane, ma pochissimo l’inglese, ha frequentato la scuola per soli sette giorni, ama la macchina fotografica e la sua immagine di sadhu dagli occhi ammiccanti. Un’altra crepa fa traballare il mio piccolo mondo di convinzioni sull’ascetismo e il suo distacco dalle cose materiali, sulla spiritualità indiana lontana dalle luci della ribalta, alimentata soltanto dal ritiro e dalla preghiera dentro le grotte dell’Hymalaya. Provo una divertente sensazione di fregatura, di cui so di essere l’unica responsabile e mi affascina la scoperta di quest’altra faccia dello spirito, di questa forma di meditazione dinamica che mi permette di rimescolare le carte e di ricominciare a giocare. In fondo, mi sono messa in viaggio anche per questo! Christine vive senza apparenti lacerazioni il suo baba e le sue intemperanze. La sua voglia di oriente s’innesta con la bramosia d’occidente del suo compagno di strada e il loro rapporto è un impasto vitale di razionalità e di passione. L’onda infinita che ha mangiato le coste e i villaggi li vede impegnati ad affrontare l’emergenza della fame e delle epidemie, lei col suo programma di aiuti internazionali, i suoi interventi e le sue riflessioni, lui col suo buttarsi fra gli sfollati e i pasti da distribuire, senza esitazioni e calcoli da ragioniere. Christine indossa un kurta color amaranto, acquistato nelle botteghe in cui si continua a tessere coi telai tradizionali come ai tempi di Gandhy, e si muove con eleganza. Potrebbe stare a suo agio in un completo Armani sui divani di un salotto-bene della buona borghesia e assapora coi piedi nudi i suoi vialetti di sterco, e attraversa la polvere del suo villaggio di intoccabili, distribuendo rose alle donne e alla magia dei loro giardini senz’acqua. E’ in contatto col mondo accademico indiano ed europeo e con le divinità del suo piccolo altare domestico, dove accarezza con l’olio e i fiori freschi Visnhu e Ganesha, lei che, pur non essendo nata hindù, lo è diventata per amore e per scelta. Mi racconta incredibili storie di scorpioni e di cobra arrotolati nel suo letto, di bambini orfani costretti a lavorare a sette anni nella solitudine della montagna e ora penzolanti dall’albero dei suicidi, di madri morte per mancanza d’amore. Mi rivivo bambina assetata di narrazioni. Arriva la sera, fra il gracidare delle rane. Gruppetti di ragazzini si sistemano nelle stanze dell’ashram, al riparo dal buio delle loro capanne senza intimità. La fontana accoglie il riposo del fiore di loto. Un geco ha scelto le pareti della mia camera per passarvi la notte. Controllo che nessun cobra abbia scelto di condividere con me le lenzuola del mio letto e mi addormento, sazia di storie. Sogno un baba bellissimo che corre nudo con la sua moto sulle nevi dell’Hymalaya, rincorso da una troupe televisiva che vuole ingaggiarlo per uno spot pubblicitario, e scivolo nel sonno, ignorando il finale.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1595238804842885648-1424690460420369693?l=inviaggioconvasundra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inviaggioconvasundra.blogspot.com/feeds/1424690460420369693/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1595238804842885648&amp;postID=1424690460420369693' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1595238804842885648/posts/default/1424690460420369693'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1595238804842885648/posts/default/1424690460420369693'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inviaggioconvasundra.blogspot.com/2007/11/la-moglie-del-baba.html' title='la moglie del baba'/><author><name>masema</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14847809040800639830</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1595238804842885648.post-4705934270121726304</id><published>2007-11-01T11:52:00.000-07:00</published><updated>2008-02-22T07:34:12.674-08:00</updated><title type='text'>l'abbraccio</title><content type='html'>&lt;object width="425" height="355"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/cg4o3PAYjX8&amp;rel=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="wmode" value="transparent"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/cg4o3PAYjX8&amp;rel=1" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sulla riva marciscono le meduse soffocate dagli stracci. L’acqua lambisce le case del villaggio sventrato dallo tsunami. Odoro la patina muschiosa che ricopre le pareti cercando di intuire il respiro degli abitanti oltre il vuoto lasciato dall’onda, mentre qualcuno mi fa accomodare nell’unica sedia di plastica sopravvissuta. Qui la gente si porta addosso da sempre la fatica della vita, contesa ogni giorno al fango di questi canali, ingannata e incantata dalla bellezza di una natura generosa soltanto di palme e di sole. Qui la gente non conosce le strade per far arrivare i suoi richiami al di là della riva e nutre in silenzio rassegnazione e rabbia. E’ questo il mondo di Amma, la donna che abbraccia. E’ vestita di bianco e sorride. E’ una chiazza di luce, energia primordiale in contatto col cielo. Con il dono del suo corpo accorcia il tempo dell’attesa e parla con l’anima per placarne il bisogno di divinità. Il suo canto nasce dalla sofferenza di questa terra e raccoglie la voce di tutti quelli che non sono stati uditi, trasportandola con il ritmo delle tablas oltre l’acqua di queste paludi, oltre la volta del tempio, ad abbracciare il cielo. E’ la Madre di carne e di sangue, l’Utero sacro che accoglie le ferite e accarezza il dolore. La semplicità del suo gesto d’amore gioca con la parte bambina che vive impaurita in ognuno di noi ed è forse per questo che le sue braccia hanno attraversato l’oceano e hanno aperto al suo villaggio un varco sul mondo. E dal mondo che si agita al di là della laguna arrivano ora carovane di peregrini dell’anima a invadere la lentezza di questi silenzi. Lontano da qui, in un altro villaggio, ad ogni alba si consuma il rito dell’attesa di un Padre che tutti vorrebbero toccare e che solo pochi prescelti possono incontrare. Maschile e femminile camminano su solchi diversi e complementari di uno stesso tracciato verso la divinità, entrando in contatto con bisogni, angosce e aspettative differenti con la tenerezza e il distacco, con la potenza dell’insegnamento e la vitalità del corpo. Ho vissuto anch’io per un attimo l’attesa del Padre, aspettandone la chiamata in un tempio rosa e celeste gonfio di canti, di sudore e di mani protese a rubare un passaggio di piedi. Nessuna voce mi ha toccato, nessun richiamo, nè il profumo del gelsomino. Non sono stata prescelta. Ora, in questo tempio materno, sospendo il giudizio. Fermo per un alito di tempo il macinare della mente e faccio posto all’andare del cuore. Per farsi abbracciare bisogna aprirsi, per farsi accogliere bisogna darsi. Non so fare né l’una né l’altra cosa, posso solo provarci. Mentre Amma mi abbraccia sento la sua leggerezza e le sono grata. Non so se basterà la potenza del suo amore per sciogliere i grumi che mi porto dentro e che vedo riflessi in altri occhi e in altre lacrime. Faccio un pò di spazio nello zaino che trascino intorno a me stessa ben sapendo che i semi, per fiorire al buio, debbano immaginare che là fuori c’è il sole. Lungo i vialetti dell’ashram, intanto, si consumano fra i profumi d’incenso i soliti piccoli giochi di potere e le solite piccole gare per sentirsi più vicini alla porta del Paradiso. Mi metto in lista d’attesa per far parte del gruppo di elette che a fianco della Madre Divina incarta le caramelle che Lei regala insieme a se stessa. La responsabile dell’operazione assolve al suo compito con uno zelo da secondina, controllando che le pieghe della carta seguano la sequenza giusta e che non ci siano falle in questa catena di montaggio artigianale. Ho la sensazione che la creatività degli Indiani spesso si esaurisca nell’abbondanza di colori e di forme, e che l’osservanza di regole precise e di gesti inderogabili dia loro l’illusione della stabilità. La mia mente si rifiuta di recepire la logica di quell’incartamento e la guardiana mi bacchetta in un inglese che non capisco. Ritorno per un attimo sui banchi delle elementari e rivivo l’umiliazione del rimprovero di fronte a un compito mal fatto. Le mie caramelle vengono bocciate e io so che neanche oggi arriverò alle porte del Paradiso. Mentre mi allontano l’urlo di Amma scuote la sonnolenza dell’aria. C’è bisogno di chiamare a raccolta con maggior forza le energie primordiali degli elementi per costringere il cielo a svegliarsi. Guardo in alto e mi accorgo che fuori c’è il sole.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1595238804842885648-4705934270121726304?l=inviaggioconvasundra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inviaggioconvasundra.blogspot.com/feeds/4705934270121726304/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1595238804842885648&amp;postID=4705934270121726304' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1595238804842885648/posts/default/4705934270121726304'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1595238804842885648/posts/default/4705934270121726304'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inviaggioconvasundra.blogspot.com/2007/11/labbraccio.html' title='l&apos;abbraccio'/><author><name>masema</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14847809040800639830</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1595238804842885648.post-4255172254542824866</id><published>2007-11-01T11:48:00.001-07:00</published><updated>2008-02-09T08:41:31.064-08:00</updated><title type='text'>ritorno a casa 2</title><content type='html'>Sembra quasi che ci siamo dati appuntamento all’aeroporto! Vedo le due amiche col costume in valigia e non mi sembrano poi così anoressiche, né così superficiali. La borsa da yoga della donna che credevo finto-alternativa ha davvero dei bei colori e lei mi sorride con simpatia. Scopro che il signore palestrato è un tranquillo studioso di religioni orientali. Penso a quanti virus dell’intolleranza e della stupidità avrò disseminato in giro, un pò come hanno fatto con i virus del raffreddore i miei antenati bianchi nelle foreste dell’Amazzonia. Mi piace pensare che il vortice d’energia che si è mosso nel terzo occhio della donna sadhu, dentro la grotta sulla montagna in cui vive da quaranta anni, si sia messo in contatto con la mia corazza di paure e stia provando a stanarmi. Cerco con gli occhi il tipo dello “stand by” e penso con malizia che sarà ancora nel suo parcheggio esotico. Ricominciamo bene! Ci si può alleggerire in una passeggiata dell’anima, è vero, ma senza stress da traguardo, così come ho imparato in questo pezzo di strada. Beh, qualche virus che non cresce dalle mie parti mi avrà pure contagiato, spero! So che nel prossimo incontro con l’India avrò altri occhi e so che anche lei avrà continuato il suo viaggio. Non so se ci riconosceremo, se il nostro è un arrivederci o un addio. Non importa. So di certo che sulle porte le figurine con le mani giunte continueranno ad accogliere gli ospiti con lo stesso abbraccio. Sarà ancora Namastè. Che il mio cuore si unisca al tuo. Mentre sono in volo mi faccio cullare da una parola in sanscrito che significa “cambiamento”. Non ne conosco la grafia, ne ho ho conservato soltanto la musica. E’ il mio mantra, e con questo mi perdo tra le nuvole, nel torpore della digestione post pranzo di bordo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anicha.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object height="355" width="425"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/8qrn_-FjkWc&amp;amp;rel=1"&gt;&lt;param name="wmode" value="transparent"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/8qrn_-FjkWc&amp;rel=1" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando non avrò più paura di tornare incomincerà il mio viaggio.&lt;br /&gt;Fino ad allora non sarò mai davvero partita.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1595238804842885648-4255172254542824866?l=inviaggioconvasundra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inviaggioconvasundra.blogspot.com/feeds/4255172254542824866/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1595238804842885648&amp;postID=4255172254542824866' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1595238804842885648/posts/default/4255172254542824866'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1595238804842885648/posts/default/4255172254542824866'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inviaggioconvasundra.blogspot.com/2007/11/ritorno-casa.html' title='ritorno a casa 2'/><author><name>masema</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14847809040800639830</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1595238804842885648.post-7449516053007373277</id><published>2007-11-01T08:30:00.000-07:00</published><updated>2008-02-05T11:00:39.559-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1595238804842885648-7449516053007373277?l=inviaggioconvasundra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inviaggioconvasundra.blogspot.com/feeds/7449516053007373277/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1595238804842885648&amp;postID=7449516053007373277' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1595238804842885648/posts/default/7449516053007373277'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1595238804842885648/posts/default/7449516053007373277'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inviaggioconvasundra.blogspot.com/2007/11/in-viaggio-con-vasundra.html' title=''/><author><name>masema</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14847809040800639830</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry></feed>
