ma è proprio un blog?

Questo blog è un pò vecchio stile, intimista e quasi privato, lontano dai modelli futuristici, o politicamente impegnati, o socialmente costruttivi e di denso spessore culturale che mi capita di visitare e che spesso apprezzo e ammiro per la creatività e la profondità. Io mi sono semplicemente regalata uno spazio per rendere visibile ciò che scrivo e così farmi leggere e spogliarmi in pubblico, concedendomi solo ogni tanto qualche goffo tentativo sulla strada della tecnologia e qualche leggera digressione per riflettere su ciò che accade e mi colpisce. Non ho voglia di creare una rete di rapporti "in rete!"
Scrivo soprattutto per il piacere di farlo, anche se ammetto di essere incuriosita e coinvolta dal parere di chi mi legge ed entra così nel mio mondo.
Namastè, a tutti quelli che avranno voglia di farmi compagnia e di percorrere insieme a me un pezzetto del mio viaggio.

Masema e i suoi figli

Masema e i suoi figli
come eravamo...
omaggio a castaneda

"Ci sono milioni di strade. Un guerriero, di
conseguenza, deve sempre tenere presente che
una strada è soltanto una strada; se sente di non
doverla seguire, per nulla al mondo dovrà
indugiarvi. La decisione di proseguire su di essa
o di abbandonarla dev'essere presa
indipendentemente dalla paura o dall'ambizione.
Un guerriero deve considerare ogni strada con
attenzione e determinazione e c'è una domanda
che non può fare a meno di porsi: questa strada
ha un cuore?
Le strade sono tutte uguali: non portano da nessuna
parte. Ciononostante, una strada senza un cuore
non è mai gradevole. D'altro canto, una strada con
un cuore è facile...un guerriero non deve sforzarsi
per trovarla gradevole, essa rende il viaggio felice e
finchè un uomo la segue, è una cosa sola con essa. "


da " La ruota del tempo " di Carlos Castaneda

Informazioni personali

Non voglio ingabbiarmi in definizioni che ora potrebbero appartenermi e fra un attimo potrebbero essermi estranee. Tutte le informazioni contenute in questo spazio sono perciò volatili, un gioco di parole per far finta di essere seri e ridersi invece addosso subito dopo. Il mio obiettivo è quello di liberarmi della mia storia personale. La strada per arrivarci è forse quella di renderne pubbliche alcune parti, in modo che non vengano più protette dal segreto dell'intimità e possano vivere per conto proprio, staccandosi dal mio possesso. E' una strada come un'altra, basta percorrerla senza attaccamento.

venerdì 28 marzo 2008

chiaroscuri

Ho attraversato a occhi chiusi pezzi di cielo e strade di sassi senza segnali, ho galleggiato nella pioggia di nuvole attaccate alle stelle e nell'umidità di grotte abitate dai respiri del tempo e sono arrivata fin quì con lo stupore di un naufrago che non sa nuotare e si ritrova a rotolare nella sabbia di un atollo. Guardo il mare che mi ha accompagnato sulla riva e ne sento nella lingua il sale e l'azzurro. Nei rari momenti in cui ho aperto gli occhi me li sono bruciati col vento e con l'oro del sole e ne porto sotto le palpebre il dolore e la nostalgia. Una parte del viaggio è compiuta e ora guardo nell'acqua i brandelli delle mie valigie cariche di parole e di sonno, di battaglie perse e di girotondi intorno al pozzo delle fate. Mi allontano dall'onda. Lascio i rimpianti al largo, non voglio zavorre nel tempo della raccolta, nè facili sorrisi. Ho raccattato per strada i segnali per imparare a capire il silenzio e a non temere la mancanza di attese. Mi poto l'anima e guardo con amore la luce di un giardino d'inverno.

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