ma è proprio un blog?

Questo blog è un pò vecchio stile, intimista e quasi privato, lontano dai modelli futuristici, o politicamente impegnati, o socialmente costruttivi e di denso spessore culturale che mi capita di visitare e che spesso apprezzo e ammiro per la creatività e la profondità. Io mi sono semplicemente regalata uno spazio per rendere visibile ciò che scrivo e così farmi leggere e spogliarmi in pubblico, concedendomi solo ogni tanto qualche goffo tentativo sulla strada della tecnologia e qualche leggera digressione per riflettere su ciò che accade e mi colpisce. Non ho voglia di creare una rete di rapporti "in rete!"
Scrivo soprattutto per il piacere di farlo, anche se ammetto di essere incuriosita e coinvolta dal parere di chi mi legge ed entra così nel mio mondo.
Namastè, a tutti quelli che avranno voglia di farmi compagnia e di percorrere insieme a me un pezzetto del mio viaggio.

Masema e i suoi figli

Masema e i suoi figli
come eravamo...
omaggio a castaneda

"Ci sono milioni di strade. Un guerriero, di
conseguenza, deve sempre tenere presente che
una strada è soltanto una strada; se sente di non
doverla seguire, per nulla al mondo dovrà
indugiarvi. La decisione di proseguire su di essa
o di abbandonarla dev'essere presa
indipendentemente dalla paura o dall'ambizione.
Un guerriero deve considerare ogni strada con
attenzione e determinazione e c'è una domanda
che non può fare a meno di porsi: questa strada
ha un cuore?
Le strade sono tutte uguali: non portano da nessuna
parte. Ciononostante, una strada senza un cuore
non è mai gradevole. D'altro canto, una strada con
un cuore è facile...un guerriero non deve sforzarsi
per trovarla gradevole, essa rende il viaggio felice e
finchè un uomo la segue, è una cosa sola con essa. "


da " La ruota del tempo " di Carlos Castaneda

Informazioni personali

Non voglio ingabbiarmi in definizioni che ora potrebbero appartenermi e fra un attimo potrebbero essermi estranee. Tutte le informazioni contenute in questo spazio sono perciò volatili, un gioco di parole per far finta di essere seri e ridersi invece addosso subito dopo. Il mio obiettivo è quello di liberarmi della mia storia personale. La strada per arrivarci è forse quella di renderne pubbliche alcune parti, in modo che non vengano più protette dal segreto dell'intimità e possano vivere per conto proprio, staccandosi dal mio possesso. E' una strada come un'altra, basta percorrerla senza attaccamento.

mercoledì 12 marzo 2008

senza titolo

Prima o poi sentiamo tutti nella pelle la fatica di vivere. Può entrare a tradimento nella voglia di ridere, scolorandola coi fili di una nostalgia senza contorni, o aggrappandosi all'affanno di un domani in agguato, o sciogliendosi fra il grigiore di un risveglio senza curiosità. Può arrivare anche col niente, da una terra che non conosci, sospesa nell'assenza. E allora ti guardi attorno e cerchi il tuo campo di battaglia, ma non trovi sotto i piedi il terreno sul quale mantenerti in equilibrio per lottare e sentire che ci sei.
Prima o poi ci affacciamo tutti alla bocca di baratri senza nome. C'è chi guarda nel vuoto e gira lo sguardo, c'è chi tocca il mistero e sa dove andare, e c'è chi sospende nel nulla i passi delle proprie giornate.
E' a chi sta in bilico fra il fascino del vuoto e la sfida del mistero che voglio dedicare questo post e, naturalmente, a me stessa e alla mia quasi-sana schizofrenia

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Come sempre sai trasformare in poesia la giostra della vita.
C'è chi nel baratro non guarderà mai e continuerà a scappare.... ancora per una vita, chissà se nella prossima il cerchio si chiuderà.
Un bacio
namastè
letizia

masema ha detto...

Non sappiamo per quanti giri ancora dovremo rincorrere la chiusura del cerchio...ognuno si porta addosso un carico diverso e cammina come può. Io scrivo, per dare una direzione al mio scappare, per bucare le bolle di paura e raccogliere briciole di ossigeno, per scoprire in qualche angolo compagni di fuga e imparare il coraggio di continuare da sola, per divertirmi o per stordirmi. Nessuna cosa, alla fine, è più nobile o più indegna delle altre. Tutto ha il valore che decidiamo di dargli. L'importante è saperlo, assumersi la responsabilità di ciò che si è e provare a ridersi addosso. Nel prossimo giro, dovunque esso sia, voglio portarmi un carico più leggero.
Conosco persone che mi stanno aiutando a farlo, perchè loro per prime ci stanno provando.
Namastè, Letizia