sabato 8 marzo 2008
voglia di puzzle
Cerco mamme senza retorica della maternità. Cerco mamme disposte a ricordare senza romanticismo i dolori del parto vissuti con poca dignità e ad ammettere senza vergogna che neanche il corpicino cianotico e peloso della loro creatura appena nata è stato in grado di cancellare la lacerazione della carne. Cerco mamme stanche senza aureola, depresse senza sensi di colpa, cariche di sonno e arrabbiate di fronte ai capricci e ai pianti incomprensibili dei loro pargoletti, mamme in fuga da un allattamento reso crudele da ragadi e suture, mamme capaci di abbandonare ogni tanto il sorriso soddisfatto di chi vive in costante adorazione del proprio prodotto confezionato senza difetti, ed è pronto a lottare contro chiunque non ne condivida la meraviglia. Cerco mamme poco eroiche che si rifiutino di dimenticare se stesse e di farsi vampirizzare dalla prole. Cerco mamme lontane da quelle che, in nome dei figli, rinunciano a oltranza e in modo inconsapevole alla propria esistenza, e preparano così l'ingresso in società di bambini e poi adulti arroganti, fragili e infelici, abituati a sentirsi l'ombelico del mondo e impreparati a convivere con chi non può e non vuole considerarli tali. Cerco mamme oneste che non diventino tigri solo per difendere i propri rampolli e calpestare per questo le ragioni degli altri. Cerco mamme coraggiose e cattive che non abbiano sempre voglia di sorridere e di accarezzare e coccolare i propri "tesori", e che ogni tanto abdichino e si chiudano la porta alle spalle, mamme in crisi che non si sentano adeguate al compito di genitrici, che stiano ancora cercando di tirar fuori dalla confusione i pezzetti sparsi di un istinto materno soffocato sotto rabbie e paure, che abbiano sbagliato su tutti i fronti e che non abbiano più tempo per rimediare. Cerco mamme che si vogliano bene e che non pretendano che i figli le contraccambino con la stessa intensità. Cerco mamme felici di vivere lontane dai propri ragazzi che faticano a diventare grandi, e preparate ad accompagnarli nella loro crescita con il distacco. Cerco mamme che non sbandierino la sindrome del nido vuoto come il vessillo di un amore più profondo di quello degli altri, regalando così ai membri della covata eterni sensi di colpa per aver abbandonato la chioccia e il suo bisogno compulsivo di continuare ad allattare. Cerco mamme che la sindrome del nido vuoto non sappiano neppure cosa sia, perchè hanno saputo riempire con il gusto della scoperta e dell'avventura gli spazi della loro vita, che abbiano l'impudicizia di confessarlo pubblicamente e il coraggio di esporsi all'ostracismo sociale. Cerco mamme che non abbiano bisogno della patente di martiri per accettarsi e farsi accettare. Cerco mamme senza certezze e senza gloria, mamme serene, consapevoli della grandezza, della fatica e della magia del loro compito, e amanti della vita nonostante il dolore. Cerco mamme senza bandiere e senza etichette, che nutrano se stesse nutrendo l'amore per gli altri, che aprano le porte delle stanze dei figli per far compagnia alle loro angosce e ai loro deliri e che riescano a tenerle chiuse per custodirne il mistero. Cerco mamme che sentano nella pelle la voglia di accarezzare, che riescano a fermare il tempo per curare le ferite e gli strappi, che non abbiano dubbi quando si abbandonano al cuore e non ascoltano gli alibi della mente. Cerco mamme imperfette e bellissime nei loro limiti, che abbiano la forza di accettare e mostrare le proprie debolezze e liberino i figli da un confronto castrante. Cerco mamme guerriere, capaci di mettere in fuga i fantasmi del buio dagli occhi dei propri bambini, che ne accolgano senza vergogna i difetti, senza aspettative le scelte e senza competizione i sorpassi e gli insegnamenti. Cerco mamme che sappiano comprendere e superare il passato e che non sentano il bisogno di controllare il futuro. Cerco mamme più grandi dei tabù, delle regole e della paura, che rinascano nei dolori e nelle luci della sala parto e gustino lo stupore e la profondità di un mistero che si rinnova ogni volta grazie al loro esserci col corpo, senza attesa di risposte. Cerco mamme che abbiano conservato la voglia di ridere e che sappiano gattonare, che s'inventino le parole e si addormentino con le ninne nanne. Cerco mamme che non leggano i calendari e riescano a rubare al tempo le carezze mai date, per riprenderle in mano e lasciarle libere di volare. Cerco mamme che si perdonino e che sappiano perdonare, che perdano l'orientamento e si facciano guidare dall'istinto, dal gioco e da una follia consapevole. Cerco mamme che mirino alla luna e si mettano in viaggio. Cerco pezzetti di me per ritrovarmi in un puzzle senza schema, illuminarne l'argento e le ombre, e regalarlo a me stessa e ai miei figli per riconoscerci e permetterci di andare lontano.
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11 commenti:
Sono arrivato qui tramite Il Baratro della Matita. Che dire? Veramente bello.
condivido (maba)
Non condivido molto il discorso sulle mamme,si bellissime parole,ma credo che l'amore non è egoismo è sapersi donare all'altro incondizionatamente sacrificando (non annullando) anche se stessi.Io personalmente credo che da dei figli molto amati non nascano dei figli fragili e insicuri,anzi chi ha conosciuto l'amore non lo teme ed è libero di ridonarlo.Penso sia veramente bello quando finalmente il centro del mondo non sei più tu con i tuoi impegni ed i tuoi problemi ma le persone che ami.Provo la stessa cosa per gli amici o per mio marito....mi spiace non sono una delle mamme che stai cercando e sono fiera di non esserlo!!!!!ciao
Ciao,non sono una mamma con l'aureola o martire ,ma non sono neanche una mamma che sta seduta,sono una mamma guerriera,imperfetta,che sbaglia perchè umana,ma che sa imparare e fare tesoro dei propri errori,sono una mamma che sa a volte annullarsi per amore dei suoi figli,che sa mettersi da parte quando occorre.Sono una mamma che lascierà liberi i propri figli di sbagliare,di sperimentare e viaggiare perdendosi nel mondo,ma mi si staccherà un pezzo di cuore quando si allontaneranno .Sono una mamma che ha sentito in maniera lacerante i dolori del parto e delle ragadi ...ma l'amore e la gioia che ho provato quando ho visto mio figlio ha cancellato tutto .Sono una ,mamma che chiuderebbe la porta quando sono stanca e qualche volta lo faccio...ma poi la riapro sempre perchè finalmente amo e non amo più solo me stessa!!!!!Voglio ringraziare tutte quelle mamme che hanno sacrificato un po della loro vita per lasciare al mondo dei figli migliori!!!!!!
Sono felice di essere una mamma di quelle che non stai cercando!!!!Anzi sono alla ricerca delle mamme di una volta ...quelle che ti amavano in silenzio,quelle che si sacrificavano in silenzio,quelle che ogni volta ti ridavano la vita come durante il parto quando mettevano se stesse da parte.Sai sono stanca delle mamme di oggi depresse,sempre stanche dei propi figli,sempre alla ricerca di un lavoro migliore o di un viaggio da fare!!!Quelle che chiudono gli occhi ai bisognidei propri figli per saziare se stesse e credono di essere migliori delle altre .In realta credo siano solo egoiste.Ciao
Mi nasce una domanda,da come parli della maternità e del rapporto coi figli sembra che tu abbia subito un trauma.Parla così una persona sconvolta dalla maternità!!!Forse perchè è molto difficile distogliere l'attenzione da se stessi per occuparsi degli altri.Scusa forse mi sbaglio ....
Constato con molto piacere che le mie considerazioni volutamente provocatorie sulla maternità hanno toccato le parti più profonde di tante persone. E' quasi commovente sentire una partecipazione così vivace alla discussione e assistere a una difesa tanto viscerale del ruolo materno. Vorrei solo aggiungere, per chi ha la pazienza e la voglia di ascoltare davvero, che tutti dovremmo avere il coraggio di scavare dentro le nostre contraddizioni e di toccare anche le nostre parti meno nobili. Riconoscere le proprie debolezze, porsi delle domande e guardare il proprio vissuto con onestà e senza conformismi non significa abdicare e amare in modo meno profondo. Mi dispiace che alcune mamme abbiano fatto una lettura a senso unico del mio post e non siano state in grado oppure non abbiano voluto cogliere il senso globale del mio discorso, il tentativo di illuminare le diverse sfaccettature di un mondo così complesso, così avaro di risposte,così ricco di emozioni, di dubbi, di estasi e di paure. Pazienza...Le lascio alla gratificante certezza del loro amore incondizionato e alla leggerezza con la quale distribuiscono patenti di egoismo. Grazie, comunque, a tutti quelli che si sono messi in contatto con me e mi hanno comunicato qualcosa.
Dopo aver letto tutti i commenti parlo da figlia.
Figlia di chi non ha paura di ammettere che anche da madre ha le proprie debolezze, di chi è capace di amare proprio perchè porge la parte più sensibile, ossia la voglia a quanto pare inaspettata di essere non solo madre ma donna.
In una vita che si completa non solo nei figli ma anche in percorsi individuali e senza giustificazione "familiare", che non possono e non devono scomparire, cosa che spesso i figli, abituati al ruolo di figli, non riescono a percepire.
Ed è chiaro che ogni esperienza si differenzia dalle altre, perchè così differenti sono le persone che le vivono.
Credo anche io che una donna non sia solo madre ma anche donna e che non debba scomparire dietro i bisogni dei propri figli,non deve però neanche ignorarli nascondendosi dietro un'idea alternativa e moderna di rapporto.Mi sembra un modo di mettere a tacere la propia coscienza.A volte piace essere alternativi a tutti i costi solo perchè è la strada più comoda...(E' solo una provocazione,non vuole essere un'offesa per nessuno di voi).Giustamente la vita non si completa solo coi figli,ma non si potrebbe completare senza di loro?no?Ognuno però deve fare i propri percorsi .....e giustamente vivere la vita come desidera.
Sono dalla parte di quelle mamme deboli,fragili,che non si fanno "vampirizzare dalla prole",che non sempre sono al massimo ,che qualche volta si arrendono,ma che non si stancano mai di essere in prima linea durante il gioco della vita a fianco dei propi figli e non solo."Quello che fai per te ,muore con te,quello che fai per gli altri vivrà sempre".
LA strada dell'anticonformismo è dura da percorrere,non sempre si riesce ad essere coerenti fino in fondo e a volte capita che lo si è solo quando ci fa comodo ,quando non ci costa sacrificio e quando non ci sentiamo toccati dal giudizio altrui perchè ci riteniamo superiori o migliori della" massa".Saranno i nostri figli e il rapporto che abbiamo costruito con loro che ci dimostreranno se il cammino percorso era giusto.Ciao e grazie per aver aperto questo dibattito che ha coinvolto tante persone.
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